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Asl di Viterbo alla ricerca di nuovi infermieri

Massimiliano Conti
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Cercasi infermieri disperatamente. La Asl di Viterbo ha avviato il reclutamento di nuovo personale per far fronte all’emergenza Covid, mentre i medici di turno l’altra notte sono stati “precettati” per dare manforte al pronto soccorso, ormai diventata la prima linea del fronte in quella che è ormai a tutti gli effetti una guerra contro il virus.
Ma andiamo con ordine. Porta la firma del direttore generale Daniela Donetti e la data del 6 novembre, venerdì scorso, l’avviso aperto per acquisire “disponibilità per la costituzione di rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato per infermieri e operatori socio-sanitari” da destinare all’emergenza Covid-19, in applicazione della circolare regionale numero 898178 del 20 ottobre. 
Per presentare la propria candidatura è necessario aver conseguito la laurea triennale in scienze infermieristiche o il diploma universitario di infermiere nonché l’iscrizione all’albo, mentre agli operatori socio-sanitari è richiesto il relativo titolo professionale. I rapporti di lavoro avranno una durata di sei mesi, eventualmente rinnovabili nel caso l’emergenza sanitaria dovesse perdurare oltre a quella data. 
Ma le procedure ad evidenza pubblica hanno, come noto, tempi lunghi e scarsamente compatibili con una situazione che a Viterbo - dove i ricoverati nei reparti Covid ieri sono arrivati a quota 120 - è ormai fuori controllo. Senza contare che gli infermieri e gli operatori socio-sanitari in possesso di qualifica professionale scarseggiano.
E’ per questa ragione che la Asl di Viterbo, come tutte le altre aziende sanitarie regionali, si sta appoggiando anche alle strutture della protezione civile per il reclutamento di personale attraverso vie più brevi.
Diversi neolaureati in scienze infermieristiche, quindi non ancora iscritti all’albo, vengono chiamati in questi giorni all’ospedale di Belcolle per sondarne l’eventuale disponibilità.
A questi giovani viene però proposta l’apertura della partita Iva, non proprio la più allettante delle soluzioni. Nulla di strano, secondo il segretario provinciale del sindacato Nursing Up, Mario Perazzoni: “Per assumere personale con contratto a tempo determinato o indeterminato nella pubblica amministrazione servono concorsi - spiega il sindacalista -. Data l'emergenza che è in atto c’è bisogno subito di nuova forza lavoro e l’unica strada per reclutarla è la partita Iva. Si tratta comunque di prestazioni ben pagate: la retribuzione si aggira intorno ai 40 euro l’ora”. Va detto che questo personale senza esperienza non verrà utilizzato nei reparti ma soltanto come ausilio in attività collaterali, come per esempio i centralini dei Toc o i team operativi coronavirus. 
La parola d'ordine in questi giorni da parte della Asl di Viterbo è dunque mobilitazione. Totale: i medici sono tutti schierati in prima linea - è stata chiesta la loro disponibilità a lavorare al pronto soccorso -, quella dell’emergenza dove la situazione, come dimostrano le immagini di lunedì scorso relative alle otto ambulanze con sospetti casi Covid in coda per quattro ore fuori dal pronto soccorso di Belcolle, è ogni giorno che passa sempre più esplosiva.