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Emergenza Covid, a Viterbo 36 posti di terapia intensiva in più. Il piano

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Arriva solo ora, in piena emergenza, il piano di riorganizzazione delle rete ospedaliera provinciale, con implementazione dei posti letto, per far fronte all’ondata di contagi e ricoveri che stanno mandando in tilt il sistema sanitario. Con una determina di quattro giorni fa, la Asl ha infatti recepito il più ampio piano regionale (datato 6 ottobre) in cui sono ricompresi gli interventi in provincia di Viterbo. Visto quello che sta accadendo - le code fuori i pronto soccorso e i malati che non possono essere accolti per mancanza di spazi e personale - non era il caso di pensarci prima? E d’altra parte, se i lavori iniziano adesso quando saranno conclusi? A epidemia già terminata o in fase calante?

Nello specifico, il piano della Asl prevede l’ampliamento dei posti di terapia intensiva e subintensiva (in tutto 36 in più) e l’adeguamento dei pronto soccorso di Belcolle, Aquapendente, Civita Castellana e Tarquinia. Sono sei gli interventi messi in cantiere, a fronte di una spesa che si aggira sui due milioni, per la precisione parliamo di 1.870.705,90 euro.

Nel dettaglio: 20 posti di terapia intensiva a Belcolle e altri 16 di sub-intensiva sempre nell’ospedale provinciale. La spesa prevista per i primi è di 936.982,67 euro, per i secondi di 468.491,34 euro. Per l’adeguamento dei pronto soccorso è stato previsto un investimento di 195.097,25 euro per Belcolle e di 90.044,88 euro ciascuno per Acquapendente, Civita Castellana e Tarquinia. Per ognuno dei sei interventi la Asl ha nominato i responsabili del procedimento che dovranno ora seguire da vicino l’esecuzione dei lavori. Troviamo l’ingegner Angelo Ricci per le terapie intensive e il pronto soccorso di Belcolle, l’ingegner Giuseppe Delfi (che seguirà anche il pronto soccorso di Tarquinia) per le subintensive, l’ingegner Carlo Marta per il pronto soccorso di Acquapendente e il geometra Amedeo Pacelli per quello di Civita Castellana.

Conferiti, nel frattempo, anche i primi incarichi semestrali a medici e infermieri che hanno risposto all’avviso pubblicato da un paio di settimane per trovare personale, anche in pensione, disponibile ad accettare incarichi libero professionali. La Asl ha anche attivato un accordo con tre società private - Hearthlife, Croce amica e Nasce un sorriso - per servizi a carattere infermieristico e di assistenza tramite operatori socio sanitari. In questo caso la spesa presunta da qui fino alla fine di febbraio è di 200 mila euro.