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Coronavirus, più controlli nei comuni della provincia di Viterbo dove ci sono più contagi

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In arrivo una stretta sui controlli nei comuni più infetti della provincia. A preannunciarla è il prefetto Giovanni Bruno che venerdì 6 novembre convocherà i sindaci dei dieci paesi dove maggiore è il numero dei contagi, Viterbo in testa. E proprio al sindaco del capoluogo si rivolge, con una sorta di appello-ultimatum ad agire, la consigliera comunale del Pd Luisa Ciambella, secondo cui gli stop and go di Arena, che un giorno vuole chiudere le scuole e quello dopo ci ripensa, non stanno facendo altro che creare ulteriore confusione. Intanto, con i 196 positivi di giovedì 5 novembre e l’aumento della pressione sugli ospedali, la situazione nella Tuscia resta estremamente critica, nonostante le rassicurazioni della Asl che parla di appiattimento della curva dei contagi. Dalla Regione per ora nessuna parola o provvedimento sul caso Viterbo (di cui ormai parlano anche i media nazionali). Stando alle indiscrezioni, in via Cristoforo Colombo prima di prendere qualsiasi decisione sui territori più martoriati dal virus (la Tuscia, Frosinone, i Castelli Romani, l’area braccianese), attendono di verificare l’efficacia delle restrizioni già attivate da settimane a Latina. Ma andiamo con ordine. Il prefetto vuole controlli più serrati da parte delle forze dell’ordine: se un Comune come Nepi ieri ha fatto registrare ben 19 contagiati è evidente che qualcosa non sta funzionando, come ammette lo stesso sindaco Vita: “La situazione si sta facendo preoccupante, siamo arrivati a circa 100 contagiati. Adulti e giovani, dobbiamo tutti limitare il più possibile la diffusione del contagio. In considerazione di questa crescita potranno essere decisi altri provvedimenti d’intesa con la prefettura e la Asl, per evitare l’assunzione di azioni più restrittive che danneggerebbero la nostra economia. Interverremo anche per contrastare l’assembramento di persone che nonostante le nostre raccomandazioni ancora continua”.

Da parte sua la dem Luisa Ciambella chiede al sindaco di Viterbo, in quanto massima autorità sanitaria sul territorio, “cosa intende fare per tutelare la popolazione”. “Se non intende fare nulla, come pare dall’ultima sortita mattutina - sottolinea - vuol dire che lei e la sua struttura tecnica siete convinti che i nostri parametri siano compatibili con l’inserimento nella zona arancione. A noi sembra di vivere quasi in un mondo parallelo se mettiamo a confronto le sue dichiarazioni altalenanti con le notizie che abbiamo da autorevoli fonti nazionali. Secondo quanto pubblicato giorni fa il ‘Fatto quotidiano’, per incidenza dei contagiati ogni 100 mila abitanti, siamo la nona provincia d’Italia. Da allora sono trascorsi 5 giorni, i contagi non diminuiscono, gli ospedali sono in sofferenza e servono nuovi posti letto, come riportato anche da un servizio del Tg3”. Anche sulle scuole, secondo la consigliera dem, grande è la confusione sotto il cielo di Viterbo: “Si sta gettando interamente la croce sui medici di base e sui pediatri di libera scelta. Valutare la curva del contagio scolastico su tre giornate come fa Arena, senza tenere conto nemmeno se siano stati fatti lo stesso numero di tamponi ogni giorno, non ha senso. Sappia, il sindaco, che è sua la responsabilità di agire davanti a dati certi che deve pretendere di avere. Tutti vorremmo essere in zona arancione ma se i nostri numeri sono diversi, è bene prendere precauzioni per salvaguardare la salute di tutti senza tentennamenti”.