Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Covid, quarantena comunicata in ritardo. I genitori di Tarquinia: "I nostri figli a scuola invece che a casa"

  • a
  • a
  • a

Il 22 ottobre la maestra risulta positiva al Covid, il 24 ottobre la Asl mette in quarantena la classe dove insegna, la 3ª C della materna di Tarquinia, ma i genitori dei bambini, visto che nel frattempo dall’istituto non arrivano comunicazioni, continuano a mandare i figli a scuola fino al 30 ottobre, quando il sindaco Giulivi decide la chiusura di tutti gli istituti per combattere la diffusione del coronavirus. Solo a tredici giorni dal contagio dell’insegnante, il 3 novembre, i genitori hanno poi scoperto che il provvedimento adottato dalla Asl era già scattato da una decina di giorni. A denunciare l’accaduto i genitori dei bambini della materna “Leoni”, nell’Istituto comprensivo “Sacconi”, che hanno inviato una lettera al prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, sottolineando “l’inadeguatezza dei protocolli adottati nella scuola”. Una lettera firmata da cento genitori, che puntano il dito contro la Asl e i vertici della Sacconi: “Come è possibile - si chiedono - che la Asl comunichi una quarantena, a detta della scuola, il 30 ottobre ma che sarebbe dovuta partire il 24, mentre i nostri bambini erano in classe, peraltro senza mascherina (come da Dpcm poiché di età inferiore a 6 anni), con il perdurare di atteggiamenti omertosi da parte della dirigenza scolastica? I nostri figli sono stati tenuti in classe sei giorni dopo essere entrati in contatto con un’insegnante positiva è questa cosa è gravissima”. I fatti riportati dai genitori iniziano il 22 ottobre, quando “i nostri figli sono entrati in contatto con una insegnante positiva al Covid a seguito di un tampone. Della notizia, peraltro, ne siamo venuti a conoscenza tramite fonti esterne e non da canali ufficiali. Dal 22 ottobre sono trascorsi poi diversi giorni, nel silenzio, tenendoci all’oscuro di quanto si era verificato. Tanto che i bambini hanno continuato a frequentare le lezioni fino al 30 ottobre, data in cui il sindaco Giulivi ha emesso la tanto discussa ordinanza di chiusura di tutte le scuole”. “Il 2 novembre - proseguono i genitori nella lettera inviata al prefetto -, in considerazione del perdurare di questo incomprensibile riserbo da parte della dirigenza scolastica, abbiamo inoltrato una Pec con richiesta di spiegazioni. La risposta è stata una telefonata ad un genitore in cui si spiegava come la scuola non avesse poteri fino a quando dalla Asl fossero arrivate comunicazioni”. La sera di lunedì 2 novembre, poi, come riportato dalle famiglie, “tramite messaggio whatsapp sulla chat di classe le maestre comunicavano la quarantena della 3ª C dal giorno successivo, il 3, al 6 novembre”. La mattina seguente uno dei genitori ha deciso di vederci chiaro e così solo a lui è arrivata una email “dalla quale veniva a conoscenza che la quarantena non doveva iniziare lo stesso giorno, ma che era già scattata dal 24 ottobre”. Ecco il testo dell’email: “Facendo riferimento alla disposizione del dipartimento di prevenzione equipe Covid scuola sicura del 30 ottobre e protocollata dai nostri uffici il 2 novembre, si dichiara che gli alunni della sezione C plesso Leoni sono in quarantena dal 24 ottobre al 6 novembre”.  “Non si può accettare - concludono le famiglie - che dei bambini entrati in contatto diretto con un positivo possano essere abbandonati tra le lungaggini di un sistema che non corre veloce quanto il virus. Vogliamo far tornare a scuola i nostri bambini ma non in queste condizioni, con colpevoli ritardi nelle comunicazioni e nelle effettuazioni dello screening. La scuola si è dimostrata non sicura, con un contact tracing ormai saltato, non idonea al contenimento del virus e per questi motivi riteniamo meritoria qualunque azione finora intrapresa necessaria a fermare l’effetto-domino ormai innescato all’interno delle classi, per riuscire a riaprire in condizioni di sicurezza al termine di queste tre settimane”