Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, accompagnava prostitute la lavoro. Condannato il "tassista" delle lucciole

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

È stato condannato a 1 anni e 4 mesi un uomo accusato di favoreggiamento della prostituzione, per aver dato passaggi ad alcune “signorine” a Orte dietro il pagamento di piccole somme di denaro. Martedì 3 novembre in aula non sono comparse le tre testimoni che avrebbero dovuto essere interrogate davanti al collegio, presieduto dal giudice Silvia Mattei. Dopo varie e lunghe ricerche, una di loro risulta deceduta e le altre due sarebbero irreperibili. Secondo quanto è emerso dalle indagini, entrambe le donne avrebbero fornito degli indirizzi falsi. Pertanto il collegio ha deciso di acquisire i verbali delle sommarie informazioni con le dichiarazioni rese dalle donne in precedenza.

Secondo le investigazioni l’imputato aveva stabilito delle tariffe modiche per le sue clienti e, a seconda della distanza, si faceva pagare circa 5 euro per ogni tratta da ogni lucciola che accompagnava nei dintorni della stazione ferroviaria e sembra che non fosse stato l’unico a fornire simili servizi alle ragazze che bazzicano lì intorno. Un anno fa, infatti, è stato condannato per lo stesso reato un altro “tassista” che era stato sorpreso sul fatto dai carabinieri, mentre stava intascando dei soldi da una ragazza proprio all’esterno della stazione di Orte Scalo. L’uomo, originario di Canino, accompagnava a pagamento le prostitute per percorsi molto brevi, ma anche sulla strada che da Orte arriva fino a Bassano in Teverina ed era stato incastrato da un “collega” che aveva deciso di spifferare tutti ai carabinieri. Da quanto risulta dalle indagini coordinate dal pm Massimiliano Siddi, non sarebbe però stata provata la piena responsabilità dell’imputato e che nel corso degli accertamenti, non siano state riscontrate prove certe a suo carico. A conclusione della requisitoria, la pubblica accusa ha pertanto chiesto che l’imputato venisse assolto per insufficienza di prove. Invece, al termine di una lunga camera di consiglio, la sentenza emessa dal Tribunale ha ritenuto l’imputato colpevole del reato di favoreggiamento della prostituzione e lo ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione, obbligandolo al pagamento di una multa di 180 euro e disponendo nei suoi confronti, inoltre, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.