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Viterbo tra le città più infettate d'Italia: sempre più vicino il lockdown locale

Evandro Ceccarelli e Massimiliano Conti
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In provincia di Viterbo la probabilità di imbattersi in un positivo al coronavirus in mezzo a un gruppo di dieci persone è del 10%. Lo dice uno studio realizzato da Georgia Institute Technology, Northeastern University e Fondazione Isi. In questa mappa del rischio nelle province italiane la Tuscia, come anticipato nei giorni scorsi da questo giornale, svetta come uno dei territori più pericolosi della penisola. D’altra parte, con un indice Rt superiore a 2 nel capoluogo e un numero di contagi quotidiani ormai stabilmente superiore a 100/150 (con picchi, come ieri, anche di oltre 220), c’era da aspettarselo. Come c’è adesso da aspettarsi, in base alle nuove misure che sta per ufficializzare il Governo, un lockdown mirato o alla città di Viterbo o a tutti e 60 i comuni. 
Il provvedimento (identico a quello che interesserà altre zone del Paese, come la Lombardia, la Toscana, il Piemonte e la Valle d’Aosta) potrebbe essere varato stasera o domani dalla Regione dopo il via libera della presidenza del Consiglio dei ministri tramite il nuovo Dpcm allo studio di Palazzo Chigi di concerto con Comitato tecnico scientifico e Regioni, alle quali (in assenza di un lockdown uguale per tutti) sarà demandato il compito di intervenire nei propri territori.
Da ieri il sindaco, Giovanni Arena, la Asl, la Prefettura e la Provincia sono in costante contatto con l’assessorato regionale alla sanità in attesa del d-day. “Mi sembra inevitabile”, commenta Arena. Che si augura però un lockdown non limitato alla sola Viterbo, “altrimenti per le attività economiche il danno sarebbe enorme. La gente si sposterebbe tutta in provincia”. “Io - conclude - al di là di ciò che decideranno Governo e Regione, sono pronto a chiudere già nelle prossime ore anche le scuole elementari e medie”.