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Impianti fotovoltaici, la Regione ne autorizza altri tre tra Montalto di Castro e Tessennano

Simone Lupino
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Nel mese di ottobre la Regione ha dato l’ok alla realizzazione di altri impianti fotovoltaici in provincia di Viterbo: uno su una superficie di 39,9 ettari in località Poggi Alti nel territorio di Montalto di Castro e altri due a Tessennano in località Macchione e Riserva (26,8 e 58 ettari). Salgono così a undici le autorizzazioni rilasciate negli ultimi quattro mesi per progetti legati allo sfruttamento dell’energia solare nella Tuscia, per una superficie totale di 810 ettari relativa a terreni agricoli.

Anche su questi progetti, così come sui precedenti, la Soprintendenza ha espresso parere negativo: gli impianti non ricadono in zone vincolate, ma secondo i Beni culturali si tratta comunque di siti “ad alto potenziale archeologico”. Quello di Montalto si trova non lontano dal Parco di Vulci, mentre a Tessennano si parla di zone che potrebbero custodire nel sottosuolo altri antichi tesori: “un deposito votivo o addirittura un luogo di culto”.

L’impianto di Montalto è stato autorizzato con una determina del 23 ottobre. E’ suddiviso in due sottocampi. L’estensione iniziale era più grande, ma nonostante le modifiche al progetto, il parere della Soprintendenza è rimasto contrario. “I settori – si legge nella relazione firmata da Margherita Eichberg - si trovano tra la vasta zona protetta di Vulci e gli antichi insediamenti e le necropoli costiere, sempre collegati al centro etrusco romano. Il sottocampo collocato più a nord e le relative opere di connessione, nonostante la riduzione e l’eliminazione del sottocampo più ad est, risultano comunque prossime alla zona paesaggistica di interesse archeologico. Le emergenze insediative archeologiche relative a Vulci, si sottolinea, non si limitano all’area vincolata: in antico si concretizzavano in insediamenti satelliti con relative necropoli, testimonianza dell’estensione e dell’influenza dell’antica città. Il sottocampo più ad ovest si colloca in una zona che comprende necropoli etrusche che si riferiscono a centri satelliti di abitato rispetto alla città di Vulci; frequentazione che continua in epoca romana con insediamenti (ville) a cui si riferiscono di nuovo nuclei necropolari”.

Del 15 ottobre le autorizzazioni per gli impianti di Tessennano. In particolare, con riferimento a quello che dovrebbe sorgere in località Macchione, la Soprintendenza ricorda che “la zona è nota per avere restituito molteplici ed eterogenee evidenze archeologiche”, “numerose sepolture antiche”, “resti di muri antichi”, “un acquedotto etrusco-romano, “sepolcri rupestri”. Dalle attività di scavo sono emersi anche “alcuni frammenti di ex voto anatomici in terracotta”. Ciò “ha condotto gli studiosi a ritenere che anche al Macchione possa trovarsi nel sottosuolo, un deposito votivo se non addirittura un vero e proprio luogo di culto”.

La Soprintendenza ha quindi chiesto e ottenuto che, durante la fase esecutiva dei progetti, vengano svolte in via preliminare opportune indagini a carico dei proponenti con la presenza di archeologi.

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