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A Tarquinia Ztl sospesa per il mini lockdown. "Così sono più facili le consegne a domicilio"

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Tarquinia, ztl sospesa, si riaprono temporaneamente tutte le aree pedonali del centro storico fino al 24 novembre, salvo modifiche necessarie a causa della pandemia. Questa la decisione del sindaco Giulivi e della sua amministrazione. A Poggio Ranocchio, che però non fa parte del suddetto provvedimento, non è stato revocato il divieto di transito ai non residenti.

La delibera dell’amministrazione comunale ribadisce i numerosi decreti legge, uno per tutti, quello del 23 febbraio 2020 sulle “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019”, che legiferava come le amministrazioni comunali potessero mettere in atto misure più stringenti, per il contenimento della pandemia. Per i sei mesi a seguire i decreti legge a tal proposito si erano ripetuti ed era stata deliberata la chiusura del centro storico.

La decisione secondo quanto si legge nella delibera è stata presa anche perché “si stanno diffondendo nuove abitudini di acquisto di beni e di consumo di alimenti che privilegiano modalità quali il delivery ed il take away, rispetto al tradizionale shopping o alla consumazione in bar e ristoranti” e che questi ultimi si stanno adeguando a tale nuova modalità potenziando la propria organizzazione per la consegna a domicilio o al rapido ritiro di beni e alimenti preventivamente acquistati su ordinazione, il Comune, per ridurre gli spostamenti a piedi e il pericolo di assembramenti, ha deciso di facilitare il raggiungimento con i mezzi di trasporto delle attività commerciali e di somministrazione situate all’interno dellazona a traffico limitato”.

Si sono aperte quindi a tutti i veicoli le strade all’interno della ztl e nelle aree pedonali, ma resta in vigore il pagamento relativo alla sosta: “Il provvedimento – si conclude - ha natura sperimentale e potrà essere sottoposto a modifiche o integrazioni alla luce delle eventuale nuove disposizioni legislative e dell’evoluzione delle necessità legate alla diffusione del contagio”.