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Coronavirus, anche a Viterbo è studenti in rivolta contro le mascherine Fca. "Emanano cattivo odore"

Massimiliano Conti
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Alcuni ragazzi le hanno ribattezzate “mutande”, mentre il senatore Gianluigi Paragone, alcuni giorni fa, nell’aula di Palazzo Madama, le ha paragonate a giarrettiere. Sono le mascherine prodotte da Fca per conto del governo, riconoscibili per il colore bianco e l’ elastico merlettato, e ultimamente hanno fatto la loro comparsa anche nelle scuole della Tuscia. Risultato: proteste da parte degli alunni perché i dispositivi emanano un forte odore di solvente. In provincia di Alessandria un dirigente scolastico è stato costretto a emettere una circolare nella quale chiedeva agli studenti di non indossare le mascherine distribuite dalla scuola in attesa dell’arrivo di un nuovo lotto. Anche Matteo Salvini è intervenuto polemicamente sui propri social (“ma che cosa date ai nostri figli?!?”), mentre la Lega sulla questione presenterà un’interrogazione parlamentare alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Gli alunni, almeno la stragrande maggioranza di loro, si rifiutano di indossare queste mascherine, che restano quindi inutilizzate sulle cattedre dei docenti. Anche il senatore Umberto Fusco, numero uno della Lega viterbese, è stato avvertito del problema e chiede alla Regione Lazio di verificare le effettive qualità e sicurezza dei dispositivi in questione firmati Fca. Ovvero made in Fiat. Non a caso lo stesso Paragone le ha definite sarcasticamente “la Duna delle mascherine” alludendo al famigerato modello di vettura. “Già qualche settimana fa ero stato contattato da un consigliere della Lega di un Comune della Bassa Tuscia che mi riferiva delle lamentele ricevute da numerose famiglie per l’odore chimico sprigionato da queste mascherina - spiega Fusco -. A livello nazionale la Lega si è già mossa con una interrogazione parlamentare, mentre personalmente chiedo un intervento rapido della Regione Lazio. Si va verso nuove drastiche restrizioni e se l’obiettivo è quello di salvaguardare le scuole bisogna che esse operino in piena sicurezza. Le mascherine in questo senso rappresentano un presidio fondamentale. Non possiamo costringere gli alunni a portarsele da casa o a sopportare per ore odori sprigionati da solventi di cui non conosciamo nemmeno l’eventuale tossicità".