Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Scuole Viterbo, serve distanziamento: il prefetto convoca i presidi

  • a
  • a
  • a

Presidi e dirigente scolastico provinciale, Daniele Peroni, convocati in videoconferenza stamattina alle 12.30 dal prefetto Giovanni Bruno. All’ordine del giorno, dopo l’escalation di positivi in tutti gli istituti di ogni ordine e grado, le misure da adottare, come espressamente ribadito dall’ultimo dpcm, per prevenire e contenere il contagio. Distanziamento, quindi, sdoppiamento delle classi laddove non sia ancora stato fatto, scaglionamento degli ingressi e didattica a distanza per le superiori, in particolare per le terze, quarte e quinte classi.
I presidi viterbesi non fanno mistero di non aver gradito il dpcm nel punto in cui si parla delle 9 come orario di ingresso e come loro la pensa la gran parte dei sindaci, che non vogliono rimettere mano agli orari dei mezzi di trasporto. E’ un fatto però che i contagi, che nelle scuole hanno già trovato terreno fertile, se non vengono prese contromisure immediate rischiano di arrivare a livelli molto pericolosi. 
D’altra parte, sin dalla riapertura delle scuole si sono evidenziate tante criticità, evidentemente non prevenute dal combinato disposto dirigenti scolastici-primi cittadini-amministrazione provinciale. Risulta che in tutta la Tuscia la gran parte delle classi abbia più di venti alunni o studenti, motivo per cui non si comprende perché non è stata colta l’opportunità, prevista dal governo, di sdoppiarle o ricorrendo ai turni pomeridiani o tramite la ricerca di nuovi locali da prendere in affitto. 
Si dirà che viene comunque garantito il distanziamento di un metro tra un banco e l’altro, ma vi sembra facile costringere 20-25 ragazzi o ragazzini all’interno dello stesso ambiente a non muoversi dal loro posto? Vi sembra normale solo immaginare che siano tutti così ligi alle norme? O non è di tutta evidenza che l’unico modo per evitare i contatti è di eliminare i presupposti che li determinano, ossia la frequenza, da parte di tutti, della stessa aula nelle stesse ore? 
Risulta che, fatta eccezione per gli asili e le elementari, in provincia di Viterbo siano pochi i cosiddetti docenti Covid presi in carico dalle scuole, eppure il ministero ha stanziato fondi ad hoc per pagarli: bastava sdoppiare le classi. Tra l’altro, contribuendo a ridurre la disoccupazione con l’assunzione di tanti altri precari, si sarebbe fatto anche un ottimo servizio a questa dusastrata economia. 
Certo è che a questo punto, prima che i tutti buoi scappino dalla stalla, Comuni, Provincia e dirigenti scolastici devono necessariamente, in un modo o nell’altro, correre ai ripari.