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Morta Bonaria Manca, la pittrice pastora. Lunedì i funerali a Tuscania

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E' morta a 95 anni Bonaria Manca, artista pastora che viveva a Tuscania nella sua Casa dei Simboli, trasformata nel 2015 dal ministero dei Beni culturali in un museo. “E’ scomparsa un’anima poetica - commenta Maria Rita Fiasco, fondatrice dell’associazione a lei dedicata- scoperta quasi 40 anni fa da Jean-Marie Drot, storico dell’arte dell’Accademia di Francia, è riconosciuta a livello internazionale come grande esponente dell’Art Brut (concetto ideato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet per indicare le elaborazioni spontanee realizzate da non professionisti, ndr.). Oggi la questione più delicata, oltre la celebrazione della grande persona che è stata, prima pastora, poi tessitora, infine pittrice, deve essere la conservazione del grande patrimonio culturale che ci ha lasciato”. Bonaria Carmela era nata ad Orune in Sardegna, dodicesima di tredici figli. La sua era una famiglia di pastori da generazioni, così fin da bambina aveva seguito i genitori nelle loro attività: lavare la lana e i panni al fiume, fare il pane, piantare le patate, guidare i buoi. A Tuscania si trasferì nel 1956, diventò pastora lei stessa, andando a cavallo per seguire le greggi “a pelo”, senza sella né redini. Negli anni ’80 inizia a dipingere nella solitudine più profonda: in pochi anni ha perso prima la madre, poi il fratello e il marito. Da questa sofferenza, dal suo isolamento, scaturirà la sua arte come mezzo di espressione e di libertà. “E’ tutta cosa che mi è uscita da dentro, non l'ho cercata” raccontava. Le sue opere sono straordinarie non solo per il simbolismo e la vividezza dei colori, ma anche per il numero, stimato approssimativamente in 1000 dipinti su tela, ai quali bisogna aggiungere i ricami, gli arazzi, i mosaici e infine le pitture murali tra cui la sua casa è il suo capolavoro.