Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mafia Viterbese, il ristoratore minacciato: "Non sapevo che Trovato aveva una banda"

Valeria Terranova
  • a
  • a
  • a

Mafia Viterbese, mercoledì 15 ottobre nuova udienza del filone viterbese collegato al processo che si è concluso a Roma a giugno con la sentenza in primo grado che ha condannato Ismail Rebeshi, Giuseppe Trovato e altri otto appartenenti al sodalizio criminale. Manuel Pecci, 30 anni, Emanuele Erasmi, 51 anni e Ionel Pavel, 36 anni, sono gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario. I tre devono rispondere dell’aggravante del metodo mafioso per episodi di furto, danneggiamento ed estorsione e non del vincolo associativo. Nel corso della seduta è stato sentito un ristoratore viterbese, il quale sarebbe vittima di estorsione da parte di Manuel Pecci e il boss Giuseppe Trovato. L’uomo ha raccontato di aver avuto dei danni dermatologici al viso dopo essersi sottoposto a un trattamento estetico nel 2017 presso l’istituto di bellezza di proprietà dei fratelli Pecci ed era intenzionato a essere risarcito. “Manuel si è presentato al locale in compagnia di Giuseppe Trovato, il quale mi ha invitato a risolvere la questione senza sporgere denuncia. Anche il mio avvocato mi ha consigliato di lasciar perdere perché si trattava di persone poco raccomandabili - ha riferito la vittima -. Ma successivamente Trovato era solito venire al ristorante a cena organizzando tavolate numerose. Non sapevo che si trattasse di una banda. L’ho saputo solo dopo”. Anche un ufficiale dei carabinieri, ascoltato come testimone, ha confermato quanto detto dal ristoratore.