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Cocaina dal Belgio a Viterbo, condannati quattro spacciatori albanesi

Valeria Terranova
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Sono stati condannati i quattro imputati albanesi arrestati al termine dell’operazione Underground nel 2016. La sentenza ha derubricato il vincolo associativo finalizzato al traffico internazionale di stupefacenti, classificandolo come associazione per spaccio di lieve entità e ha condannato Fatjan Sopi a 4 anni, Armand Cuni e Mario Kelmendi a 3 anni. Il 38 enne Rudenc Medolli, unico escluso dal vincolo associativo, è stato condannato a 1 anno e al pagamento di una multa di 700 euro. Al centro dell’inchiesta vi era la banda composta da Armand Cuni, 45 anni, Mario Kelmendi e Fatjan Sopi, due albanesi di 24 e 29 anni, e Rudenc Medolli, anche lui di origine albanese, tutti residenti a Viterbo. L’operazione Underground, condotta dai carabinieri di Viterbo e coordinata dal pm Maria Cristina Palaia, scattò nel 2015 quando un macedone confessò ai carabinieri di essere stato malmenato selvaggiamente, minacciato con una pistola e sequestrato da alcuni uomini che conosceva in quanto aveva acquistato da loro delle dosi di droga. In seguito, gli inquirenti riuscirono a risalire al gruppo di narcotrafficanti, che importava la cocaina dal Belgio e attraverso una rete di spacciatori, immetteva la sostanza sul mercato per poi distribuirla tra Viterbo e alcuni piccoli centri del viterbese. In 7 finirono in manette, accusati a vario titolo di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Il quinto membro della banda, il 40 enne Erjion Collaku, invece, attualmente a processo con rito ordinario a Viterbo, fu arrestato in Spagna.