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Minacciano coetaneo con il coltello e lo prendono a sprangate sul treno. Condannati due fratelli di Vignanello

Valeria Terranova
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Condannati a 5 anni, 4 mesi e 15 giorni due fratelli, ventenni, di Vignanello, che a novembre del 2019 hanno picchiato un coetaneo su un vagone di un treno della linea regionale Roma-Civita Castellana-Viterbo. I ragazzi erano accusati di lesioni, sequestro di persona e rapina.

La vittima durante l’udienza precedente ha raccontato che, mentre si trovava sul treno regionale, il 3 novembre dello scorso anno, i due fratelli lo hanno costretto a seguirli, puntandogli un coltellino alla schiena, in fondo a un altro scompartimento, dove lo hanno picchiato con una spranga e ferito, spaccandogli una bottiglia in testa. La vicenda è stata confermata da alcuni testimoni che hanno incontrato il giovane subito dopo l’accaduto.

Mercoledì 14 ottobre in aula ha testimoniato la fidanzata di uno dei due, la quale ha riferito di essere stata minacciata di morte dalla vittima.

“Il 30 ottobre, dopo le minacce, mi ha detto che non dovevo denunciarlo perché per me poteva mettersi male. Anche ieri è passato sotto casa mia in macchina e dal finestrino ha urlato frasi ingiuriose come ‘puttana appena ti prendo sono cavoli tuoi’ – ha raccontato la diciottenne - e quella volta sul treno, quando il mio ragazzo e uno dei suoi fratelli lo hanno portato nello scompartimento in modo che potessimo chiarire, lui inizialmente mi ha chiesto scusa, ma poco dopo mi ha aggredito verbalmente e poi è iniziata la colluttazione, ma il mio fidanzato e uno dei fratelli non avevano oggetti o armi in mano. Invece, il terzo fratello ha cercato di separarli e di mettere pace. Lui ce l’aveva con me perché sosteneva che io gli avessi messo contro i due fratelli che lo hanno picchiato”.

Il pm Stefano D’Arma ha ritenuto che le dichiarazioni della ragazza non potessero essere prese in considerazione, visto che è sentimentalmente legata a uno dei due giovani e che pertanto fosse una fonte inattendibile. La pubblica accusa ha concluso chiedendo che i due venissero condannati a 5 anni e al pagamento una multa di 2000 euro. Alla fine, il verdetto emesso dal collegio, presieduto dal giudice Gaetano Mautone, ha assolto uno dei fratelli che era intervenuto per sedare gli animi, condannando gli altri due a una pena di 5 anni, 4 mesi e 15 giorni di reclusione e al pagamento di una multa di 2150 euro.