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Vandali imbrattano la chiesa di San Giacomo a Tarquinia. I cittadini: "Ci vogliono le telecamere"

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Atto vandalico a Tarquinia sul muro esterno della chiesa di San Giacomo, gioiello del XII-XIII secolo nel centro storico. Superando le recinzioni installate proprio per evitare il ripetersi di simili atti, molto frequenti in passato, ignoti hanno imbrattato con una bomboletta spray la struttura. Immediato lo sdegno sui social, inevitabile la condanna per un gesto che deturpa il patrimonio artistico e architettonico di Tarquinia. Torna quindi ad essere colpita una delle zone più belle della città e a pagare è sempre la comunità, visto che nelle voci di bilancio, al termine dell’anno, gli interventi di ripristino a seguito di atti vandalici raggiungono una cifra cospicua.

L’area di San Giacomo è l’ideale per questo tipo di misfatti, essendo ubicata in una zona piuttosto isolata, dove la densità abitativa è bassa. “Occorrerebbero maggiori controlli o un sistema di videosorveglianza” si legge nei commenti sui social.

E’ altresì vero che se ci fossero un po’ di educazione e di senso civico, non sarebbe necessario ricorrere a rimedi estremi. La chiesa, risalente al XII–XIII secolo, fu sede di un convento di monache del Terzo ordine di San Francesco fino al XVI secolo. Poi venne affidata a frati minori conventuali. L’edificio si trova nei pressi di via San Martino.

Al XVIII secolo risale la realizzazione di uno spazio recintato davanti alla chiesa, adibito a cimitero pubblico fino alla fine del 1800; per questo la struttura stessa è chiamata anche camposanto vecchio....