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Scuola, gli insegnanti della Tuscia protestano contro il concorso straordinario

Massimiliano Conti
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Gli insegnanti precari della Tuscia scendono in piazza. Lo faranno oggi pomeriggio, 14 ottobre, alle 15 davanti alla prefettura di Viterbo, in contemporanea con i colleghi delle altre province italiane, per protestare contro il concorso straordinario che ostinatamente la ministra Azzolina, contro il parere di tutti, contando solo sul sostegno del M5S e sull’arrendevolezza del Pd, farà svolgere a partire dal 22 ottobre fino alla metà di novembre. A organizzare il flashmob sono i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola, che chiedono all’unisono un piano di stabilizzazioni attraverso procedure concorsuali straordinarie, evitando a chi insegna già da anni - nella Tuscia sono circa 400 - la roulette delle prove scritte e i viaggi della speranza in giro per l’Italia, in un periodo in cui i contagi Covid sono di nuovo in aumento. Cgil, Cisl e Uil chiedono di stabilizzare tramite una prova orale e la valutazione dei titoli i docenti “triennalisti” e quelli specializzati nel sostegno: “L’unico modo per garantire in tempi brevi e certi la copertura delle cattedre e la continuità didattica”, affermano i sindacati, i quali sottolineano come “lo svolgimento in presenza delle prove in piena epidemia escluderà tutti i precari in situazione di quarantena”. Le sigle sindacali propongono anche l’avvio di corsi abilitanti a regime per tutti e in particolare per i docenti con almeno tre anni di servizio alle spalle. “