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Coppia viterbese sequestrata da spacciatori a Tor Bella Monaca. Chiuse le indagini: sei misure cautelari

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Chiusa dalla polizia di Stato l’indagine relativa al sequestro di 2 giovani pusher - un 28enne di Orte e una 27enne di Soriano nel Cimino - avvenuto lo scorso agosto a Tor Bella Monaca a Roma.

L'episodio risale alla fine di agosto quando i due ragazzi, che lavoravano per la banda di Tor Bella Monaca, sono stati sequestrati e chiusi in un garage. I "datori di lavoro" li accusavano di fare la cresta sul ricavato dello spaccio e di non portare abbastanza soldi all'organizzazione. Gli aguzzini si erano poi accaniti sull’uomo e, dopo averlo legato ed imbavagliato, lo avevano picchiato selvaggiamente. Solo per una distrazione dei carcerieri la donna era riuscita a fuggire facendo arrestare uno dei carcerieri, un 21enne di origini egiziane. Le successive indagini, portate avanti dal commissariato Casilino, diretto da Michele Peloso, e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno permesso di identificare tutte le persone che, oltre ad aver preso parte al sequestro, gestivano una delle piazze di spaccio del popoloso quartiere romano.

Dopo una serie di perquisizioni, durante le quali sono stati raccolti vari preziosi indizi, il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 6 persone: Per il 25enne, ritenuto il capo dell’organizzazione, sono scattate le manette ed è stato condotto presso il carcere di Velletri; la stessa misura cautelare è stata confermata per S.M.M.A, ovvero l’egiziano fermato in flagrante (ancora ristretto a Rebibbia); per E.K. , 19enne romano, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Sempre nella stessa indagine è coinvolta la moglie di uno dei «capi» e per lei è stato disposto l’obbligo di presentazione in commissariato. Indagati invece in stato di libertà altri 4 sodali.