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Commerciante ucciso nel suo negozio a Viterbo, scompare la donna che aveva fatto innamorare l'assassino

Valeria Terranova
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È ripreso lunedì 6 ottobre il processo a carico di Michael Aaron Pang, 23enne statunitense, ex grafico pubblicitario di origini coreane, accusato dell’omicidio volontario del commerciante viterbese, Norveo Fedeli, avvenuto in pieno giorno il 3 maggio del 2019. È saltata la testimonianza della 47enne titolare del b&b di Capodimonte dove l’omicida è stato arrestato il 4 maggio del 2019. La donna, di origine tedesca, risulta irrintracciabile.

Secondo le dichiarazioni rese dall’imputato nel corso dell’udienza del 14 settembre, la 47enne avrebbe avuto i codici delle sue carte di credito e sarebbe stata amica dell’uomo che l’omicida ha ritenuto essere il suo socio in affari, con cui avrebbe dovuto aprire un kebab-pub e al quale pagava 500 euro al mese proprio per l’affitto del nuovo locale. In quell’occasione, l’imputato ha riferito anche che ha conosciuto la donna su internet e di essersi trasferito in Italia per lei. I genitori però non vedevano di buon occhio questa relazione. Pertanto a fine aprile avevano già acquistato i biglietti aerei per il figlio in modo che potesse far ritorno in America. Secondo quanto dichiarato in aula, il ragazzo sapeva che la presunta compagna avesse 28anni, ma ha scoperto la sua vera età in carcere, nel corso dei colloqui con i suoi legali.

A confermare la storia sentimentale tra i due è stata una testimone, secondo la quale anche il farmacista del paese sapeva che Michael Aaron Pang fosse il compagno della 47enne.

Durante l’udienza ha testimoniato, inoltre, il cassiere di un supermercato del piccolo centro sulle rive del lago, presso il quale l’omicida era solito fare la spesa. Il teste ha riferito che il ragazzo aveva l’abitudine di pagare con la carta di credito e che acquistava delle piccole quantità di viveri, riferendo che i pagamenti andavano sempre in porto. L’uomo ha raccontato anche che il 23enne gli aveva confidato di aver svolto dei lavori di grafica e che aveva intenzione di aprire un’attività nel viterbese.

Al termine della testimonianza, gli avvocati della difesa, Remigio Sicilia e Giampiero Crescenzi, hanno chiesto di poter consegnare il cd contenente una conversazione telefonica tra la 47enne e l’uomo che avrebbe dovuto essere il socio in affari dell’omicida e amico della donna. La Corte, presieduta dal giudice Silvia Mattei, ha disposto la trascrizione del dialogo e stabilito una consulenza di parte sulle utenze.

L’uomo, gestore di due kebab-pub verrà sentito il 19 ottobre e proprio quel giorno inizierà la discussione con la requisitoria del pm e le conclusioni dell’avvocato Fausto Barili, che rappresenta i familiari della vittima, costituitisi parti civili nel processo.