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Mensa scolastica a Viterbo. File per recuperare i buoni non spesi lo scorso anno

Massimiliano Conti
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Genitori viterbesi costretti, a partire da martedì 6 ottobre, a mettersi in coda per vidimare i buoni pasti delle mense avanzati dallo scorso anno scolastico, interrotto, come noto, a marzo per l'emergenza coronavirus.

A sollevare il caso, con una interrogazione al sindaco Arena, è la capogruppo del Pd Luisa Ciambella, che ha raccolto in questi giorni le proteste di molte famiglie, le quali ritengono inutile e rischiosa questa “ratifica” dei buoni mensa pretesa da Palazzo dei Priori. Dove c’è chi teme evidentemente che qualche furbetto possa fotocopiare i ticket. Per ovviare al problema, secondo la Ciambella, basterebbe semplicemente svolgere dei controlli a campione senza costringere centinaia di persone a mettersi in file due pomeriggi a settimana, creando assembramenti pericolosi con buona pace del distanziamento. D’altra parte i precedenti non mancano: le lunghe code fuori dagli uffici anagrafe di via Garbini sono finite anche sui telegiornali.

“Sono stata informata da molte famiglie della nostra città che i buoni pasto residui dello scorso anno scolastico interrotto prematuramente causa pandemia da Covid 19 ovviamente non si perderanno, possono essere utilizzati per l’anno in corso, ma prima devono essere vidimati fisicamente da un addetto comunale, e che questo sarà possibile solo il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17 - si legge nell’interrogazione della consigliera dem -. Una domanda sorge spontanea: dobbiamo costringere i genitori, in orari particolarmente ridotti, a fare lunghe file con il rischio di contatti da evitare e evitabili, o come accade nella realtà potrebbe essere sufficiente provvedere con una autocertificazione del genitore che chiede di essere autorizzato specificando il numero progressivo dei buoni in suo possesso ed autorizzarli predisponendo dei controlli a campione? Sarebbe troppo difficile evitare questo disagio anche a tutela della salute dei dipendenti chiamati a questo lavoro? Dobbiamo arrivare a far desistere le famiglie dall’utilizzare i tiket perché non hanno tempo e non vogliono rischiare?". Molto genitori, infatti, soprattutto quelli che lavorano, già stanno pensando di rinunciare alla vidimazione preferendo perdere qualche soldo piuttosto che tempo prezioso, evigando in questo modo anche il rischio di potenziali contagi.