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Canino, perde sangue e sta male dopo essere stata dimessa dall'ospedale. Denuncia dei familiari

Veronica Ruggiero
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Novantenne viene portata in ambulanza a Tarquinia per una trasfusione di sangue. Poi la dirottano a Belcolle, da dove, dopo 48 ore trascorse al pronto soccorso, viene riportata a casa nonostante le sue condizioni di salute appaiano molto gravi. Così sostiene la famiglia della donna, C. O., secondo cui ci si troverebbe di fronte ad un caso di malasanità, come sostenuto in una formale denuncia presentata ai carabinieri della stazione di Canino.

La donna, le cui analisi del sangue presentavano valori nettamente fuori media, era stata mandata in ospedale a Tarquinia, con un mezzo del 118, su consiglio del medico curante. Durante il viaggio, i sanitari, come da prassi, inviavano però il tracciato dell’elettrocardiogramma in sede e, in seguito alla sua lettura, veniva deciso di ripiegare su Belcolle, evidentemente perché più attrezzato per il trattamento di casi complicati.

Rimasta al pronto soccorso per circa 48 ore, l’anziana sarebbe stata infine dimessa e riaccompagnata in ambulanza presso il proprio domicilio. E’ in questo momento che la famiglia, secondo il contenuto della denuncia, constata delle presunte circostanze poco chiare, rispetto alle quali chiede ora di fare chiarezza. In particolare, sembra che dall’ago piazzato in endovena nel braccio sinistro, chiuso in maniera approssimativa, fosse fuoriuscita una copiosa quantità di sangue, mentre la gamba e il braccio sinistro presentavano vistosi ematomi. Inoltre, pare che gli indumenti intimi indossati dall’anziana fossero stati aggrovigliati e appoggiati frettolosamente sul suo ventre. Non sarebbe nemmeno chiaro, dal documento di dimissione, se la aveva ricevuto tutte le cure necessarie e se era stata sottoposta alla trasfusione per cui era stata inviata in ospedale. Certo è che le successive analisi eseguite a domicilio avrebbero mostrato di nuovo valori gravemente alterati, tanto che, a distanza di nemmeno 48 ore dalla dimissione, si rendeva necessario ricoverarla di nuovo a Tarquinia per un’ulteriore trasfusione.

La famiglia, che ha documentato attraverso immagini e riprese lo stato in cui la poveretta versava al momento del rientro a casa, lamenta infine di non essere riuscita ad avere alcun tipo di colloquio con i medici che hanno preso in cura la madre durante il ricovero a Belcolle.