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Viterbo, arrestato per violenza sessuale: il pakistano respinge le accuse

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Il 34enne pakistano che giovedì scorso avrebbe aggredito sessualmente una donna nel negozio di frutta e verdura di piazzale Gramsci è comparso ieri davanti al gip Savina Poli del tribunale di Viterbo per l’interrogatorio di garanzia; l’uomo è accusato anche di evasione per non essersi presentato alla convalida dell’arresto eludendo così gli arresti domiciliari.  Al termine dell’interrogatorio l’avvocato del pakistano, Samuele De Santis, ha spiegato: “Abbiamo appurato con la presenza dell’interprete che lui non aveva capito nulla di quanto gli stava succedendo, visto che parla a stento la lingua italiana e la legge malissimo. Non aveva capito né il fatto che si trovava ristretto agli arresti domiciliari, né di cosa era accusato. Ha risposto alla dottoressa Poli, preciso nell’esporre le sue argomentazioni; parla bene l’inglese, ha spiegato come sono andati i fatti. Nega di aver posto in essere atti violenti o comunque afferenti la sfera sessuale nei confronti della ragazza che ha denunciato il fatto. Ha spiegato al giudice che si trovava nel negozio di frutta e verdura perché il negoziante doveva restituirgli un prestito; come è entrata nel negozio la ragazza - questa ancora la sua versione - il commerciante l’avrebbe spinto fuori dal negozio buttandolo addosso alla donna”. Il 34enne ha respinto l’accusa di essersi gettato sul cofano della vettura della presunta vittima, così come ha negato di averla palpeggiata dal finestrino. “Ha sostenuto - spiega ancora l’avvocato Samuele De Santis - di aver semplicemente chiesto di non chiamare la polizia, perché temeva ripercussioni nel permesso di soggiorno, così si sarebbe messo a pregare in ginocchio a lato della vettura, appoggiato sul tettuccio, e secondo lui questa cosa è stata valutata in maniera sbagliata; nega insomma qualsiasi condotta violenta”. Conclude il legale: “Ho chiesto la revoca degli arresti domiciliari, di dargli l’obbligo di firma in quanto non ha fissa dimora e quindi ora viene tenuto in carcere. Attendiamo che la dottoressa Poli si pronunci sulla revoca, aspettandoci che il giudice valuti la collaborazione offerta attenuando la misura”.