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Rifiuti, ampliamento discarica Le Fornaci a Viterbo. Fissata l'udienza al Tar per il ricorso del Comune

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Simone Lupino
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Si avvicina la data in cui verrà discusso davanti al Tar del Lazio il ricorso presentato dal Comune di Viterbo contro la determinazione emessa il 10 ottobre del 2019 dalla Regione con cui è stata autorizzata la sopraelevazione della discarica in località Le Fornaci per una volumetria pari a 275 mila metri cubi. L’udienza è fissata per il 3 novembre. Palazzo dei Priori è intenzionato a tenere il punto: niente discarica “extralarge” - fanno sapere da via Ascenzi - per non finire sommersi dai rifiuti che arrivano da Roma e Rieti. Nei giorni scorsi gli uffici hanno avuto un colloquio con i legali per fare il punto della situazione. Oggetto del contendere è il mancato completamento di quello che viene definito “studio dei valori di fondo”. Una ricerca che secondo il Comune andava ultimata prima di concedere il via libera alla sopraelevazione dell’invaso, per capire se la presenza di determinate soglie di contaminanti nei terreni su cui insiste la discarica sia legata ad attività antropica o se si tratti di una caratteristica naturale del suolo, tipica per esempio delle zone vulcaniche. Su questo fronte la situazione appare cristallizzata. A maggio - si apprende - la Regione ha concesso una proroga per terminare lo studio, a causa del blocco Covid. “Tutto ciò dimostra come il quadro dal punto di vista ambientale non sia ancora chiaro. Per questo chiediamo l’applicazione della normativa, a tutela della popolazione”, rimarcano dal Comune. Anche se il caso è in attesa di trattazione, il Tar non ha ritenuto opportuno sospendere l’efficacia del provvedimento che autorizza l’ampliamento della discarica, “in considerazione della gravità delle conseguenze della eventuale sospensione sulla delicata tematica dello smaltimento dei rifiuti in ambito regionale”. Secondo il piano dei rifiuti recentemente approvato in Regione, a luglio dell’anno corso la volumetria ancora disponibile alle Fornaci era di 12 mila metri cubi, rispetto alla fine del 2017 quasi 70 mila metri cubi in meno. Parlando di rifiuti, arrivano però anche notizie positive. Sempre secondo i dati raccolti nel piano regionale, va alla Tuscia il titolo il di provincia più virtuosa del Lazio per quanto riguarda la raccolta differenziata, con una quota che si avvicina 50%. Il comune più “riciclone” è quello di Capranica che ha toccato l’80,4% di differenziata. Si attestano oltre il 65% Onano, Gradoli, Montefiascone, Piansano, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Bomarzo, Vasanello, Gallese, Canepina, Corchiano, Fabrica di Roma, Oriolo Romano, Nepi e Monteromano.