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Trasporti pubblici, oltre alle corse Cotral saltano anche quelle aggiuntive promesse dalla Regione

Massimiliano Conti
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Oltre alle corse Cotral, nella Tuscia saltano - almeno per ora - anche le corse aggiuntive promesse dalla Regione per far fronte alla minore capienza dei pullman imposta dalle regole anti Covid. Ci sono stati problemi - come spiega il consigliere regionale Enrico Panunzi - nell’aggiudicazione dell’appalto alla ditta che avrebbe dovuto dare manforte al Cotral, almeno in questi primi mesi di riapertura delle scuole, nel trasporto degli studenti pendolari (2.800 in tutta la provincia)

In pratica, a quanto si apprende, i mezzi dichiarati dalla ditta nel presentare la documentazione, non sarebbero idonei. Un problema che ha riguardato il solo ambito di Viterbo e non le altre province laziali.

Adesso, sempre in base a quanto riferisce Panunzi, bisognerà aspettare i tempi previsti dalla legge per procedere con l’affidamento diretto. “Non dovrebbero essere lunghi - sottolinea il consigliere viterbese alla Pisana -. In ogni caso monitoreremo la situazione”.

Il problema è che i servizi aggiuntivi - per i quali la Regione Lazio ha stanziato complessivamente 10 milioni di euro - dovevano servire proprio in questa prima fase di riapertura delle scuole: il tempo necessario per consentire a Cotral di riorganizzare la propria rete di trasporto in maniera da rispondere alle esigenze e agli orari scolastici, che al momento sono ancora provvisori mancando all’appello negli istituti di ogni ordine e grado ancora decine e decine di docenti.

La Regione, ricordiamo, si era mossa all’indomani dell’accordo raggiunto a livello nazionale che allargava la capienza massima sui mezzi pubblici all’80% ma che, per ammissione dello stessa azienda Cotral, rischiava (e rischia) di lasciare a piedi circa il 15% degli studenti. Di qui i 10 milioni di euro stanziati dalla giunta Zingaretti per integrare il trasporto extraurbano in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico.

Intanto, come detto, le corse Cotral continuano a saltare nella peggiore tradizione del trasporto viterbese. Tanto che diversi sindaci della Tuscia hanno già scritto, come quelli di Canino e Cellere, o stanno per farlo, come quello di Bagnoregio, alla presidente dell’azienda regionale dei trasporti Amalia Colaceci per chiedere un incontro urgente per fare il punto sui disservizi.