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Nella Tuscia 65 persone contagiate sul posto di lavoro

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Da febbraio al 31 agosto, 65 viterbesi hanno contratto il coronavirus sul posto di lavoro. Tante sono state infatti le denunce per infortuni Covid in provincia di Viterbo dall’inizio dell’emergenza. Nessuno di questi fortunatamente ha avuto esito mortale. L’Inail ha pubblicato i dati relativi agli effetti dei contagi Covid 19 nei luoghi di lavoro. Analizzando questi dati, emerge che più di 8 denunce su 10 sono concentrate nel Nord Italia (l’80,3%), l’11,9 % nel Centro, il 5.7% al Sud e il 2,1% nelle isole. Nel complesso ci sono state 52.209 denunce di infortunio concentrate soprattutto nel mese di marzo e aprile: il 71.3% sono donne, il 28.7% uomini. L’età media è di 47 anni. Quasi la totalità delle denunce riguarda la gestione assicurativa dell’industria e dei servizi. Le attività produttive più coinvolte dalla pandemia sono quelle legate al settore della sanità e dell’assistenza sociale: ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani.
I contagi con esito mortale sono 303: il Sud registra il 16,2% dei casi mentre il Nord Est scende al 13,2%. Sono gli uomini a pagare il prezzo più alto in questo caso: l’83.8%. L’età media dei deceduti è 59 anni. 
Nel Lazio le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono state 1.601, il 3,1% del dato nazionale, che sale al 5% se si prendono in considerazione gli esiti mortali (in totale 15). La gestione Industria e servizi registra il 94.6% delle denunce; l’83,1% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della sanità e dell’assistenza sociale; le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio-sanitari e socio-assistenziali. I decessi coinvolgono il personale sanitario e gli impiegati amministrativi preposti alla sanità.