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Primo giorno di scuola nel segno del rispetto delle regole

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Primo giorno di scuola senza problemi per gli istituti superiori di Viterbo che hanno riaperto ieri.
I presidi sono soddisfatti: “E’ stato ripagato il lavoro nostro, dei professori e di tutti i collaboratori scolastici”, dicono i dirigenti. Le entrate sono state separate su più orari e divise in più ingressi. Percorsi in entrata e in uscita e mascherine per tutti gli studenti. Il primo giorno di ripresa per i licei e gli istituti tecnici non ha comportato particolari problemi. 
Luca Damiani dirige due scuole superiori: l’Itt Leonardo Da Vinci e il Liceo Ruffini. “Siamo ripartiti con le lezioni in presenza in entrambi gli istituti: l’inizio sembra promettente. I ragazzi hanno capito come comportarsi. Al Da Vinci, una struttura grande e funzionale, stiamo lavorando già da giugno per il rientro con interventi di adeguamento di edilizia leggera: siamo in grado di garantire le lezioni in presenza. Abbiamo molte vie d’accesso e d’uscita con corridoi ampi per i flussi unidirezionali. Qui, possiamo seguire il piano di rientro senza problemi. Il Ruffini, invece, è ospitato in una struttura non nata per le scuole, con delle lacune nella funzionalità. Anche qui siamo ripartiti con le lezioni in presenza, ma lo spazio non è sufficiente, e gli organi collegiali hanno predisposto un piano per cui ogni giorno qualche classe fa didattica a distanza”. A conti fatti, ogni alunno del liceo Ruffini sarà 5 giorni a scuola e un giorno rimane a casa. In merito ai lavori, al Da Vinci rimangono da fare solo piccoli interventi. Al Ruffini non ci sono stati particolari lavori di adeguamento e neanche ora ci sono: ci sono interventi di manutenzione ordinaria, come sempre. 
Anche al magistrale Santa Rosa di Viterbo non ci sono stati problemi: “Il primo giorno è filato via liscio - spiega il preside Alessandro Ernestini -. Una giornata a settimana, alternata, è destinata alla didattica a distanza. Per le classi che oggi (ieri, ndr) facevano lezioni da casa, i docenti erano collegati da scuola”. Dal 2 settembre l’istituto aveva deciso e fissato le lezioni a distanza. In merito agli spostamenti, Ernestini precisa che “c’è un registro in classe dove sono annotati tutti gli spostamenti dei ragazzi”. 
Anche all’istituto economico Paolo Savi di Viterbo la ripresa è stata okay: “Quest’anno - afferma la preside Paola Bugiotti - le classi saranno separate tra loro e non si dovranno incontrare”. Per massimizzare la sicurezza, invece dell’ordinaria ricreazione delle 10.30 o giù di lì, al Paolo Savi (ma anche negli altri istituti) si fanno 10 minuti di pausa ogni ora, per far prendere aria alla classe e per sanificare. 
La dirigente del liceo Meucci di Ronciglione e di Bassano Romano, la preside Laura Bonelli, fa sapere che “nel plesso di Bassano Romano, ieri sera (mercoledì, ndr) fino alle 22 abbiamo lavorato per preparare tutto affinché i ragazzi potessero iniziare nel migliore dei modi”. Bonelli dirige un istituto con oltre 1.300 alunni, uno dei più frequentati della provincia: “Abbiamo lo scientifico, il linguistico, il liceo delle scienze umane e l’istituto tecnologico - spiega la preside -. Avevamo già iniziato a inizio settembre per il recupero e per la presentazione dell’anno scolastico, con la didattica digitale integrata (il nuovo nome della didattica a distanza, ndr). Poi, il 14 settembre abbiamo iniziato le lezioni, sempre per via digitale”. E ieri sono riprese anche le lezioni normali: “Alterneremo la presenza in classe (4 giorni a settimana) con quella digitale da casa (1 giorno): le aule sono sufficienti per tutte le classi, ma abbiamo scelto di fare un giorno alla settimana a rotazione di didattica digitale in quanto l’85% degli studenti del Meucci viaggia”.