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Coronavirus scuola, insegnanti positivi al test sierologico. Asl Viterbo: "Nessun pericolo"

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In attesa dei docenti ancora da nominare, dei banchi a rotelle ancora da consegnare e degli eventuali spazi aggiuntivi da trovare per lo sdoppiamento delle classi, sono il sospetto e la psicosi a destabilizzare più di tutti questo avvio d’anno scolastico nella Tuscia.

Dopo il caso di un bambino rispedito a casa perché febbricitante in una scuola elementare della provincia, martedì 15 settembre è stata la volta dell’istituto comprensivo di Tuscania, dove una maestra è risultata positiva al test sierologico. Tanto è bastato per creare un po’ di apprensione, anche se poi il successivo tampone ha dato esito negativo. Per la Asl di Viterbo si tratta di normale amministrazione - sono almeno una ventina i docenti a cui sono stati riscontrati gli anticorpi Sars-CoV-2 nell’indagine di sieroprevalenza del personale scolastico tuttora in corso - ma spesso per ignoranza si tende a confondere la positivita al test sierologico (che non è assolutamente indice di malattia) con quella al tampone. “Solo un falso allarme”, assicura il sindaco di Tuscania Fabio Bartolacci.

Nelle famiglie crescono però l’apprensione e i dubbi sui comportamenti da tenere nei casi in cui i propri figli presentino sintomi sospetti o qualche linea di febbre. Tanto che la segretaria provinciale della Uil Scuola Silvia Somigli auspica un protocollo tra tra Asl, pediatri e scuole per chiarire le linee di condotta da seguire. In realtà, chiariscono dalla Asl di Viterbo, le linee guida a cui attenersi sono quelle ministeriali: “Spetta al pediatra di libera scelta o al medico di famiglia - spiegano dall’azienda sanitaria - valutare caso per caso: se il bambino presenta sintomi sospetti, il pediatra può disporre subito il tampone, altrimenti l’alunno può tornare a scuola con un normale certificato medico. Se però il bambino è troppo piccolo e si reputa il tampone invasivo, allora scatta l’isolamento a casa per 14 giorni. In questi casi come Asl disponiamo la quarantena anche di uno dei due genitori per poter assistere il figlio”.

Intanto, procedono le operazioni di nomina dei supplenti nell’aula magna dell’Itis “Leonardo da Vinci”. Centinaia i posti ancora da assegnare: molti iscritti alle graduatorie non si stanno presentando all’appello, tanto che il provveditorato dovrà procedere con seconde convocazioni dalle gps, soprattutto in classi di concorso come italiano e matematica. Il perché resta un mistero: “Ipotizzo che molti insegnanti stiano rinunciando al posto su materia per puntare a quelli di sostegno residui, non sapendo che il non presentarsi alla convocazione vuol dire essere depennati dalla graduatoria e quindi automaticamente essere tagliati fuori anche dalla seconda possibilità”, spiega Brunella Marconi dello Snals.

Da parte sua, la Rete degli studenti della provincia di Viterbo si mobilita contro la sospensione per tutto l’anno delle assemblee di istituto causa emergenza Covid. In occasione del primo giorno di scuola i ragazzi hanno dato vita a un flash mob davanti ad alcuni istituti superiori della provincia. “Ora che il momento di riorganizzare le scuole è arrivato, è necessario tener conto del punto di vista degli studenti” conclude Teresa Pianella.