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Viterbo, lavori ancora fermi sulla strada Sammartinese

Simone Lupino
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Avvallamenti, marciapiedi impraticabili a causa delle erbacce, macchine che passano a pochi centimetri dai pedoni, auto e moto costrette a fare la gimkana tra le buche, cartelli con i limiti di velocità coperti dalle piante o manomessi dai vandali. La strada “maledetta”, per usare il termine con cui in Consiglio l’ha definita il capogruppo della Lega Andrea Micci, amico di due delle tre vittime di incidenti mortali che si sono registrati in neanche un anno lungo la Sammartinese, continua a fare paura.
Dalla fine di giugno, quando è avvenuto il terribile schianto con la moto in cui ha perso la vita il giovanissimo Raffaele Trua, la situazione è la stessa. Rispetto ad allora sono apparsi due segnali temporanei di pericolo per strada deformata posizionati prima e dopo il muretto contro il quale è andato a sbattere Trua, dove amici e parenti si recano per portare fiori, lettere e bigliettini. Trattandosi di una strada provinciale, Palazzo Gentili aveva fatto sapere che erano già in programma lavori di rifacimento del manto stradale grazie a fondi ministeriali, ma al momento i cantieri non sono ancora partiti. “Il giorno successivo – raccontano i residenti - gli operai sono venuti a chiudere qualche buca, poi hanno installato i due cartelli e da allora non si è visto più nessuno”.Per accertare la dinamica dei fatti la procura di Viterbo ha aperto un’indagine per omicidio stradale. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche il possibile coinvolgimento di un altro veicolo. Ma al di là della vicenda giudiziaria e di eventuali responsabilità tutte ancora da accertare, resta la situazione di pericolo che sono costretti a vivere gli abitanti della zona e chi si trova a percorrere la strada.