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Scuola, la Regione dice no allo slittamento dell'avvio delle lezioni. Confermata riapertura il 14 settembre

Fabio Tornatore
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La Regione dice no allo slittamento dell’apertura dell’anno scolastico dal 14 al 24 settembre. La fumata nera è arrivata ieri mattina, 8 settembre, dopo tre ore di riunione con 70 sindaci organizzata dall’Anci Lazio. Restano quindi 5 giorni ai Comuni per recepire le linee guida fornite a fine agosto per aprire in sicurezza le aule agli alunni.

Dalla Regione sono però giunte aperture sul fronte economico, con la possibilità di un rimborso delle spese di sanificazione. Le questioni su cui i sindaci hanno fatto leva riguardano le aule, in molti casi non ancora pronte, le nomine in ritardo dei docenti, il trasporto, le mense e le mascherine che ancora non sono arrivate. In una lettera indirizzata a Zingaretti, l’Anci aveva chiesto il rinvio dell’apertura a dopo le elezioni: secondo l’associazione è necessario infatti dare più tempo per trovare spazi nuovi, adeguare quelli vecchi e prendere tutte le misure necessarie per un rientro a scuola il più possibile sereno.

Ma non c’è stato nulla da fare: “Il vicepresidente Leodori è stato irremovibile - afferma Luisa Piacentini, delegata Anci Lazio all’Ufficio scolastico regionale -. La decisione di confermare l’accordo preso da Zingaretti nella Conferenza Stato-Regioni porterà grossi problemi ai Comuni, soprattutto quelli più piccoli”.

L’Anci nei giorni scorsi aveva inviato un questionario ai sindaci per capire le problematiche maggiori. Hanno risposto in settanta, undici della Provincia di Viterbo. Un numero esiguo rispetto ai 378 del Lazio e i 60 della Tuscia.

“L’apertura dell’anno scolastico - ha commentato dal canto suo l’assessore regionale Claudio Di Berardino - ha bisogno di certezze di fronte alla doppia esigenza di rimettere al centro il tema della formazione e della socialità dei ragazzi e per rispondere alle esigenze delle famiglie. In queste settimane abbiamo svolto un importante lavoro per aprire l’anno scolastico in sicurezza. Va dato atto a tutte le istituzioni del grande lavoro fatto per la ricerca degli spazi che dovrà continuare in queste ore per garantire la formazione in presenza e ridurre al minimo la didattica a distanza anche per le superiori”.

“Per queste ragioni - conclude l’assessore - riteniamo che il 14 settembre debba essere il giorno del suono della campanella. Ora c’è bisogno che il ministero e l’Ufficio scolastico provvedano in ogni modo a garantire l’assegnazione dei supplenti. Così come rivolgiamo la richiesta di accelerare la consegna di arredi e banchi scolastici. Resta ferma l’autonomia dei sindaci e delle singole amministrazioni in base ai propri compiti e funzioni così come resta fermo che le singole istituzioni scolastiche possono valutare in sede locale, a fronte di problematiche emergenti o non risolte, deroghe o decisioni più opportune in merito alla data di inizio dell’anno scolastico".