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Ridotto in fin di vita dopo rapina in via della Pettinara, chiesti 10 anni testa per i due aggressori

Valeria Terranova
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Chiesti 10 anni a testa per i due giovani che hanno ridotto in fin di vita un uomo nel tentativo di rapinarlo. E’ la pena sollecitata dalla Procura per i due giovani, Michele Montalbotti e Roberto Vestri, accusati di tentato omicidio a scopo di rapina nei confronti del 57enne, Giovanni Maria Farina, di Allerona nell’Orvietano, la notte del 13 ottobre del 2019. La sentenza prevista al termine dell’udienza di ieri, 8 settembre, slitta a venerdì.

Durante il dibattimento il giudice, Rita Cialoni, ha rigettato la richiesta di abbreviato condizionato avanzata a luglio dagli avvocati difensori di Michele Montalbotti, Samuele De Santis e Domenico Gorziglia, che in caso di condanna, avrebbe consentito lo sconto di un terzo della pena per il proprio assistito. Inoltre, a luglio, i legali avevano condizionato la scelta del rito abbreviato a una perizia, volta ad accertare la natura delle lesioni e le responsabilità dei danni cagionati alla vittima.

Nel corso della seduta, la madre e il tutore di Giovanni Maria Farina si sono costituiti parte civile al processo. Michele Montalbotti, 20 anni, e Roberto Vestri, 24 anni, la sera del 13 ottobre dello scorso anno aggredirono e ridussero in fin di vita la vittima in via della Pettinara, in pieno centro storico a Viterbo. I due giovani avvicinarono l’uomo nel corso della serata e poco dopo Roberto Vestri, all’improvviso, sferrò un pugno in pieno viso al 57enne, che cadde a terra privo di sensi. A quel punto Montalbotti avrebbe rubato dei soldi sfilando il portafogli dalla tasca dei pantaloni dell’uomo e lo avrebbe preso a calci prima di darsi alla fuga insieme all’amico.

L’uomo venne trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle in codice rosso per un’emorragia cerebrale e quindi operato d’urgenza. I due vennero rintracciati e arrestati il 18 ottobre con l’accusa di tentato omicidio a scopo di rapina. Dopo aver passato un periodo molto lungo nel reparto di rianimazione, la vittima è stata dimessa recentemente, mentre i due ventenni sono detenuti presso il carcere di Mammagialla.

A giugno, Michele Moltabotti ha scritto una lettera dal carcere indirizzata a Giovanni Maria Farina nella quale chiedeva perdono al 57enne.

Il giovane sarebbe distrutto e ha voluto scrivere quello che sentiva nella sua semplicità e i suoi legali hanno auspicato che possa tornare a riprendere in mano la sua vita e ad essere un ragazzo normale, dopo aver deciso di intraprendere un percorso di resipiscienza e di disintossicazione. Invece, a proposito della richiesta di rito abbreviato condizionato avanzata nel mese di luglio, uno degli avvocati del 20enne, Samuele De Santis, aveva dichiarato che non si potesse parlare di tentato omicidio.

In ultimo, i legali di Michele Montalbotti avevano fatto istanza di rito abbreviato condizionato da una perizia che avrebbe potuto accertare l’origine delle lesioni procurate e quindi anche grado di responsabilità in quanto non hanno giudicato sufficienti gli esiti dello studio.

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