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Accoltellati a Viterbo. La lite in via Valle Piatta ripresa da due telecamere

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Due telecamere hanno ripreso la lite finita a coltellate. Saranno i filmati degli occhi elettronici piazzati in via Valle Piatta a fare completa luce su quanto è avvenuto nella notte di sabato ai piedi della scalinata dove sono stati accoltellati Davide Randisi, 23 anni, e Alessandro Battaglia di 22. L’aggressore, un minorenne di 17 anni che si trova agli arresti domiciliari accusato di tentato omicidio, lesioni gravi e porto abusivo d’armi, ai poliziotti ha riferito di essersi difeso. Diversa la versione di Battaglia che ha detto, invece, di essere intervenuto durante una lite tra il minore e Davide Randisi e di essere stato accoltellato subito dopo.

Il giovane agli arresti è stato sorpreso da una volante della polizia mentre cercava di nascondersi dietro un vaso in una traversa di piazza del Teatro. Aveva la faccia gonfia: era stato dunque pestato. In questura ha riferito di essere stato aggredito dai due ventenni dopo che gli aveva chiesto una sigaretta. Sopraffatto da calci e pugni avrebbe estratto il coltello e colpito alla cieca. Insomma, ha usato la lama per difendersi. Diverso il racconto di Battaglia che invece ha ricostruito un altro film: stava camminando in via di Valle Piatta quando ha notato Davide Randisi litigare con il minore in fondo alle scale. Si è avvicinato per aiutare l’amico e a quel punto il diciasettenne li avrebbe colpiti con il coltello per poi fuggire.

 

Ancora non è stata raccolta la testimonianza di Randisi. Il 23enne infatti è stato trasportato in gravi condizioni al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle e sottoposto a un delicato intervento chirurgico per una brutta ferita alla milza. E’ stato raggiunto da almeno altre quattro coltellate. E’ ricoverato in terapia intensiva, e solo quando sarà trasferito in reparto e si riprenderà sarà ascoltato dagli inquirenti. La prognosi per il momento è riservata.

Nel frattempo la squadra mobile ha acquisito i filmati delle due telecamere che puntano proprio dove c’è la macchia di sangue lasciata dai feriti sul selciato. Video che potranno dunque essere di vitale importanza per ricostruire la dinamica e per capire chi, tra i protagonisti della zuffa, la sta raccontando giusta.