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Santa Rosa, suor Francesca Pizzaia: "Sarà una festa essenziale e spirituale"

Roberto Pomi
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Al monastero di Santa Rosa c’è grande fermento, per preparare una festa diversa dagli altri anni ma carica dell’elemento spirituale. Ci siamo fatti raccontare tutto da suor Francesca Pizzaia, alla guida delle alcantarine che custodiscono il monastero.

Che festa di Santa Rosa sarà?

“La nostra vita è imprevedibile, pensiamo di avere tutto sotto controllo, calcoliamo, programmiamo e invece gli eventi ci fanno capire che nulla ci è dovuto, nulla ci appartiene. Tutto ci è donato e tutto va restituito al Datore di ogni Bene. Quest’anno la Festa alla nostra cara Santa Rosa, sarà vissuta all’insegna della provvisorietà, della precarietà. Sarà una festa basata sull’essenzialità: niente Trasporto, niente processione del Cuore con il corteo storico. Ma Lei sarà sempre qui ad attendere i suoi fedeli”.

Le disposizioni anti Covid rendono tutto più complesso, come vi siete organizzati al Monastero dove sono attese comunque tante persone?

“L’organizzazione è senz’altro più impegnativa, le disposizioni ministeriali ci invitano ad applicare quelle norme che sono fondamentali per evitare la trasmissione del virus. Sono tanti i volontari che si prodigano affinché la festa sia vissuta da tutti nel miglior modo possibile e noi li ringraziamo uno per uno. Abbiamo incrementato il numero delle celebrazioni eucaristiche, proprio perché il numero dei partecipanti va regolamentato: ieri, 2 settembre, il nostro vescovo ha celebrato l’eucarestia per i figuranti del corteo storico, mentre oggi (3 settembre) la celebrerà per i facchini e domani (4 settembre) per le autorità e i fedeli, ma sempre domani ci saranno le messe alle ore 7, 8, 9, 12, alle 16 per i mini facchini e poi alle 17 e alle 18.30. Per dare la possibilità a tutti di ringraziare Dio Padre per averci donato Santa Rosa”.

E' stato necessario anche spostare il corpo della Santa.

“Il coronavirus non ci permette di sostare in preghiera davanti alla nostra Santa nel consueto luogo, pertanto siamo stati costretti a trasferire l’urna che contiene il corpo di Rosa, alla sala capitolare, più spaziosa ed arieggiata, le faranno corona i costumi dei figuranti del corteo storico. Santa Rosa sarà qui ad aspettare ogni viterbese che come ogni anno viene a farle visita, viene a ringraziarla per essere stata presente nella quotidianità, viene per portarle richieste di preghiere, viene semplicemente per trovare un’amica”.

Che augurio volete fare ai viterbesi?

“Ecco l’auguro che noi vorremmo fare ai nostri fratelli viterbesi è proprio questo: Santa Rosa è qui tutto l’anno e possiamo venire ad attingere forza, luce, sostegno consolazione ogni momento della nostra vita. Certo il 4 settembre è la sua festa, e come ogni festa va festeggiata, ma un’amica aspetta sempre che gli amici si facciano vivi, fa sempre piacere vedere chi si vuol benee Santa Rosa ci vuole bene.”