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Santa Rosa, il sindaco Arena: "Per il 2021 sogno un trasporto straordinario con Papa Francesco"

Roberto Pomi
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La voce diventa un po’ malinconica a volte quasi si spezza quando parla della Macchina di Santa Rosa. Quest'anno per lui non ci sarà nessun discorso a San Sisto, che poi per un viterbese è uno dei momenti più belli che puoi vivere da sindaco. Giovanni Arena ha un groppo nella gola ma non ha esitato sulla fermezza del no al Trasporto, alla fiera e a tutto il resto che fa la festa di santa Rosa. Scelta difficile ma resa necessaria per l'aumento dei contagi di Covid-19 anche nel Viterbese.

Una Santa Rosa come non ci saremo mai aspettati. Che messaggio ha per i viterbesi?

“Da sindaco mi sento di rappresentare i sentimenti della città e posso dire che siamo storditi da quanto sta accadendo. Gli altri anni, di questi tempi, eravamo tutti a Porta Romana. I giorni di fine agosto e inizi settembre sono un momento di grande fratellanza e di condivisione. Viterbo ha in mente una sola cosa: il passaggio della Macchina. Quest’anno non ci sarà ma doveva andare così, Santa Rosa non si offende di certo. Legge il nostro cuore e abbiamo fatto la cosa giusta annullando tutti quei momenti che fanno sì parte della nostra tradizione ma che devono fermarsi quando serve per tutelare la salute pubblica e la vita delle persone. Quindi il mio messaggio per i viterbesi è di attraversare con serenità il momento, per quanto possa rappresentare una ferita. Cerchiamo di vivere in maniera più forte la dimensione intima della fede”.

Quanto è stato difficile decidere di dire no praticamente a tutto?

“Durissimo, ho sperato fino all’ultimo almeno per il montaggio di Gloria sul sagrato della basilica. Abbiamo aspettato fino al tardo pomeriggio del 26 agosto per la decisione finale. Con la commissione ordine e sicurezza ci eravamo promessi di attendere il bollettino pomeridiano sui contagi, nella speranza che l’andamento potesse essere basso. Non è stato così e da parte di nessuno di noi c’è stata più esitazione. Anche l’ultima possibilità di vedere la Macchina era venuta meno. Purtroppo i dati dicono che non ci sono i presupposti per immaginare nessun momento di festa, anche le messe dovranno essere a numero chiuso e con un preciso tetto massimo di persone”

2021, passerà ancora Gloria o si aprirà un nuovo ciclo?

“Ritengo doveroso ripartire da Gloria e l’augurio che faccio è che possiamo tutti festeggiare il superamento della pandemia con qualcosa di eccezionale. Dopo quanto stiamo passando la città ha bisogno di immaginare un anno di riscatto da conservare gelosamente nella memoria futura e capace di dare speranza. Il sogno che condivido con tanti è quello di avere Papa Francesco a Viterbo. Dovremmo metterci al lavoro subito con il nostro vescovo, le suore alcantarine e il Sodalizio dei Facchini per cercare di raggiungere l’obiettivo. Sarebbe un grande riscatto”.