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Incendio palazzo di via Vico Squarano, dopo due anni le case torneranno agibili

Alessandro Quami
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Sta per arrivare l’agibilità per il palazzo di via Vico Squarano dove circa due anni fa un incendio provocò la morte di un giovane africano, e dove gli inquilini ancora attendono di poter tornare. L’assessore al Patrimonio Paolo Barbieri assicura che “entro quindici giorni ci sarà l’agibilità del palazzo e chi ne ha diritto potrà tornare ad abitarci. Quindi, dovremmo risolvere la vicenda”.

La situazione è ingarbugliata per due questioni: non agibilità e occupazione abusiva. La non agibilità è stata causata dall’incendio del 23 dicembre 2018: le fiamme provocarono dei danni che il Comune ha provveduto a sistemare con dei lavori di rifacimento dell’impianto elettrico con canalina esterna, e con il rifacimento dell’intonaco delle pareti dell’atrio di entrata e delle pareti del vano scala. Per la messa a norma degli impianti tecnologici, il Comune incaricò una ditta con una determina del 1 ottobre 2019. “Ma quei locali che erano stati bonificati dal Comune (diecimila euro il costo per il ripristino) – spiega Barbieri - sono stati presi di mira e ci è stata buttata immondizia di ogni genere”. Per rendere di nuovo agibile e abitabile il palazzo, il Comune deve spendere altri diecimila euro: “Anche se non era di competenza del mio assessorato – afferma Barbieri – ho dovuto trovare altri soldi che servono per lo sgombero degli inerti (circa duemila euro), e per l’immissione di porte di metallo per chiudere tutti gli scantinati (altri 6 o 7 mila euro). Porte di metallo che già sono state individuate e presto saranno montate. A quel punto, possiamo ridare l’agibilità e poi vedere come fare con le persone che stanno lì abusivamente”.

Ed ecco la seconda nota dolente: la presunta occupazione abusiva da parte di qualcuno che ha approfittato del caos originato dall’incendio di fine 2018. Di questo argomento se n’è occupato anche il consigliere di opposizione Massimo Erbetti, che a luglio ha fatto un’interrogazione in aula consiliare all’assessore Barbieri: “Delle famiglie stanno aspettando l’agibilità del palazzo per tornare ad abitarci – spiega il capogruppo dei Cinquestelle -. Due di queste famiglie ne hanno sicuramente diritto, altre due non si sa se siano regolari o meno”. Spetterà alle autorità competenti trovare una soluzione.

L’assessore Barbieri aggiunge un altro elemento: “A rendere più complicata e lunga la soluzione della vicenda, è intervenuta la lettera dell’avvocato del proprietario della cantina posta al primo piano (per cui gli uffici comunali stanno affidando i lavori di installazione delle porte e delle inferriate). Quando ci sono gli avvocati di mezzo, i tempi si allungano”.

Tornando al fatto che ha provocato il tutto, erano le 3 del 24 dicembre 2018 quando, in via Vico Squarano 50, al quartiere Carmine, divampò l’incendio che costò la vita a un 20enne originario del Gambia. Le fiamme partirono dallo scantinato della palazzina popolare di tre piani. Il fumo invase il vano scale e le abitazioni, soprattutto quelle al primo piano, i cui occupanti furono messi in salvo dai vigili del fuoco.