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Scuole, trasporti e mascherine in classe. I presidi sollevano il problema

Massimiliano Conti
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In mancanza di soluzioni praticabili per il problema trasporti, alla ripresa delle lezioni tra venti giorni sarà il caos. Lo dicono le Regioni, che ieri hanno partecipato al vertice con il governo sulla riapertura delle scuole. E lo dicono anche i presidi viterbesi, alle prese da una parte con l’impossibilità per Cotral di aumentare le corse per garantire il distanziamento sui propri mezzi - già affollatissimi in tempi normali, figuriamoci in quelli del coronavirus - e dall’altra con l’impossibilità di prevedere ingressi scaglionati con le risorse umane (docenti ma anche personale Ata) attualmente a disposizione.

Il vertice di ieri mattina, 26 agosto,  governo-regioni, per la cronaca, si è concluso con un nulla di fatto. I principali (ma non gli unici) nodi da sciogliere riguardano proprio i trasporti e l’utilizzo delle mascherine in classe. Stando ai resoconti, è andato in scena un vero e proprio braccio di ferro tra il ministro della Salute Roberto Speranza, il quale si rimette alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico secondo il quale sui mezzi pubblici va mantenuto assolutamente il distanziamento, e la ministra dei Trasporti Paola De Micheli che, insieme ai governatori, chiede invece più flessibilità. E dopo l’allarme lanciato dai sindacati su questo giornale, è la preside dell'Istituto tecnico economico Paolo Savi di Viterbo, nonché coordinatrice dei dirigenti scolastici della Uil, Paola Bugiotti a mettere in guardia sui rischi del gioco più amato dagli italiani e pure dalla ministra Lucia Azzolina: lo scaricabarile.

“Il problema dei trasporti è enorme e non è possibile che i dirigenti scolastici debbano farsi carico anche di questo - afferma la preside del Savi -. Stiamo facendo i salti mortali per garantire la ripresa in presenza delle attività didattiche in sicurezza per quanto possibile. Ma dovrebbero essere i trasporti ad adeguarsi alle esigenze delle scuole, a garanzia del diritto allo studio, e non il contrario. Prevedere ingressi scaglionati sarebbe possibile avendo almeno un terzo in più di docenti e collaboratori scolastici, ma non li avremo. Pertanto saremo costretti ad incrementare le ore di didattica a distanza. Per favore - conclude Bugiotti - non scarichiamo tutte le responsabilità sui dirigenti scolastici, anche quelle che non competono loro”.

Insomma, delle due l’una: o il governo, infischiandosene delle indicazioni del Cts (peraltro mutevoli a seconda del meteo), autorizza le Regioni a derogare al distanziamento (come previsto già nelle linee guida del governatore Zingaretti), oppure alle superiori si tornerà a un uso massiccio della Dad.

L’assessore provinciale Eugenio Stelliferi allarga le braccia: “Attendiamo indicazioni chiare dal governo: sui mezzi o si viaggia distanziati o con la mascherina, altre soluzioni non ce ne sono. Di aumentare le corse, Cotral ce lo ha detto chiaramente, non se parla”.