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Il decano della protezione civile di Tarquinia: "Offeso dall'atteggiamento del sindaco"

Fabrizio Ercolani
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“Mi sono sentito offeso nella mia dignità di volontario dopo che per oltre dieci anni ho servito il paese con le mie professionalità ed esperienze per tutelare i cittadini senza chiedere nulla in cambio”. Rompe il muro del silenzio uno dei decani della Protezione civile comunale, Alberto Majani, che non accetta le parole del sindaco Alessandro Giulivi.

Una querelle che va avanti da diversi mesi, inaspritasi durante il periodo di lockdown ed ora sfociata dapprima in una protesta dei volontari a cui, a stretto giro di orologio, il primo cittadino ha replicato aprendo i cancelli della sede della Protezione civile per mostrare le condizioni in cui versa.

“Il sindaco con la sua autorevolezza ci accusa di cose che non sono di nostra competenza - prosegue Majani -. Se la nostra sede è pericolosa non dipende certo da noi volontari. Se ci chiede di fare viabilità, ci chiede espressamente di andare contro le direttive del Dipartimento di Protezione civile che lo vieta in modo assoluto. Io ed i miei colleghi ci siamo sempre attivati nel rispetto delle leggi vigenti che oggi il sindaco sembra chiederci di eludere”.

Altro nodo quello del limite di età. Già nel corso dell’ultimo consiglio comunale il sindaco aveva parlato della Protezione civile come di “una fenice da dover far rinascere”, concetto poi ribadito alcuni giorni fa, quando ha parlato di una radicale rifondazione. Majani replica seccamente. “Il sindaco ha poi fatto un regolamento interno, peraltro non ratificato in consiglio comunale, che limita la nostra operatività a 65 anni di età quando per la Regione non ci sono limiti di età. Non ci ha fatto fare le visite mediche, ci ha chiuso la sede senza una notifica scritta sostituendo i lucchetti esistenti. Nella domanda di ammissione al gruppo comunale c’è scritto che il volontario deve fare protezione civile e servizi per il Comune, che sono due cose in contrasto, in quanto come già specificato, il Dipartimento di Protezione civile vieta agli addetti di fare viabilità e manifestazioni”.

Quindi: “Mi sono sentito offeso e amareggiato dal comportamento del sindaco nei nostri confronti - aggiunge Majani - quando egli dovrebbe essere il padre putativo di ogni cittadino”.

Una diatriba dunque che non sembra minimamente smettere, anzi. Da un lato la Prociv che chiede considerazione, dall’altra Giulivi che chiede forze fresche e operatività. Nel mezzo una sede in totale abbandono, pericolosa ed inagibile e dei mezzi fermi da diverso tempo. Una situazione che si è venuta a creare con il passare degli anni, figlia forse di una mancata sinergia tra volontari ed istituzioni. L’ultimo consigliere con delega alla Protezione civile è stato, durante l’amministrazione Mencarini, Roberto Benedetti attuale assessore al tecnologico nella giunta Giulivi. Di certo la questione sarà uno degli argomenti caldi della prossima assise comunale.