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Viterbo, niente bus aggiuntivi alla riapertura delle scuole

Massimiliano Conti
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Oltre alla mancanza di aule per sfoltire le classi pollaio e garantire il distanziamento tra le “rime buccali” (espressione coniata dalle fervide menti del Miur) degli alunni, c'è un’altra incognita enorme che pende come una spada di Damocle sulle scuole viterbesi, in particolare le superiori, a venti giorni dalla riapertura. Sono i trasporti.  Già una ventina di giorni fa, l’assessore provinciale Eugenio Stelliferi, in una riunione con i presidi e con i sindacati, aveva gelato le speranze su un possibile potenziamento delle corse da parte del Cotral, sui cui pullman tradizionalmente gli studenti viaggiano stipati non come polli, ma come sardine. A complicare ancora di più il quadro è stato il vertice di martedi sulla scuola, a Palazzo Chigi, nel corso del quale il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha chiarito che non concederà alcuna deroga al distanziamento sui pullman e sugli scuolabus. E pensare che soltanto pochi giorni fa, nelle linee guida regionali, il presidente Zingaretti aveva previsto l’annullamento del distanziamento sociale sulle ferrovie gestite da Atac, come la Roma Nord, e sui mezzi Cotral. Tant’è che le Regioni ieri sono subito insorte contro il diktat del Cts.  Da parte sua, il ministero dei Trasporti ha fatto presente di aver già predisposto una bozza di circolare per la messa in opera di distanziatori nei mezzi extra-urbani e nei treni locali, anche se deve ancora essere individuato il materiale idoneo. Tutto questo, come detto, a venti giorni dalla ripresa delle lezioni, contagi permettendo.  Silvia Somigli, segretaria provinciale della Uil Scuola, non nasconde la sua preoccupazione: “Purtroppo, nella riunione che si è svolta nei giorni scorsi all'istituto Leonardo da Vinci, l’assessore provinciale, a cui va dato atto di essere particolarmente vicino al mondo della scuola, ha chiarito che, allo stato attuale, Cotral non è nelle condizioni di intensificare le corse e che quindi i dirigenti scolastici dovranno tenere conto di ciò nell’articolazione degli orari - spiega la sindacalista -. In pratica si andrà verso entrate e uscite scaglionate, in modo da diluire l’affollamento sui pullman. La Provincia purtroppo non ha né mezzi né strumento per modificare questa situazione”.