Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Tarquinia, Giulivi: "La Protezione civile va rifondata"

Anna Maria Vinci
  • a
  • a
  • a

Dopo la protesta della Protezione civile comunale il sindaco, accompagnato dall’assessore Tosoni e dai consiglieri Ricci e Borzacchi, invita la stampa a visionare la sede. “Rispondo alle polemiche dei giorni scorsi con i fatti. Ho invitato la stampa a vedere la sporcizia della struttura dove ha sede la Protezione civile comunale, in modo da far comprendere perché ho deciso di chiuderla e fare un nuovo bando per rifondarla, sia come mezzi che come strutture. Il Comune stanzierà dei fondi per ristrutturare questa sede. La Protezione civile vuole dignità e questo che si vede è indecoroso”. Il sindaco non disconosce quanto fatto in passato: “ Alcuni di loro hanno fatto un ottimo lavoro, ma è chiaro che adesso, chi ha una certa età non ne potrà più far parte”. Giulivi ha poi detto a chiare lettere che vuole la dimissione dei volontari: “Aspetto le loro dimissioni. Non si può dire no a tutto”. Si riferisce a dei “no” che i volontari avrebbero detto in passato sulla base del regolamento: “Non so di quale regolamento parlano: so che in tutta Italia la Protezione civile è a supporto delle attività comunali, se non lo vogliono fare non hanno ragione di insistere a fare volontariato”. Alla domanda perché mai la Protezione civile comunale non sia stata più chiamata dopo il lockdawn, il sindaco ha detto: “In quel periodo io ho utilizzato entrambe le Protezioni civili, l’Aeopc e quella comunale, ebbene, quest’ultima mi ha lasciato la postazione telefonica scoperta per sei ore. Chiaro che non li ho più chiamati. Troppi no”. Perché chiudere la sede? “Avete visto, è una zona pericolosa per loro e per gli altri - spiega il sindaco Giulivi -. Abbiamo pagato diverse multe a causa della Protezione civile comunale, perché chiamati dalla Regione non sono andati. Avete visto tutti le condizioni in cui versa la struttura, quindi, adesso, aspetto le dimissioni di tutti gli appartenenti e andremo a costituirne un’altra, il bando è stato già aperto, vogliamo persone fattive e attive che vogliano operare per il loro comune e una struttura degna. La protezione civile deve essere un punto di riferimento e attiva, se poi alcuni degli iscritti volessero comunque farne parte di nuovo ben vengano, ma devono essere operativi”. Poi gli elogi all’Aeopc: “Hanno fatto centinaia di missioni di ogni tipo, senza di loro saremmo stati in seria difficoltà - conclude - perciò li devo ringraziare. Sono sempre presenti”.