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Santa Rosa. Salta la fiera, niente macchina sul sagrato se il covid non molla

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Festa di Santa Rossa addio. Infatti, niente fiera del 4 settembre (è ufficiale) e con ogni probabilità neanche Macchina esposta sul sagrato della basilica. Il montaggio di Gloria, previsto per la settimana entrante, non ha ancora ottenuto il via libera del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che, riunito nei giorni scorsi, ha deciso di prendere tempo per verificare l’andamento dei contagi. Alla luce dei bollettini della Protezione civile diffusi nell’ultima settimana, va da sé che le speranze di ammirare la creazione di Raffaele Ascenzi almeno da ferma sono ormai prossime allo zero.

Sulla fiera, come detto, la decisione è stata invece già presa, mettendo con ciò, Palazzo dei Priori, la parola fine su quello che fino a una settimana fa sembrava uno dei pochi punti fermi dei festeggiamenti in tono minore che la città dei papi si appresta a vivere a causa del Covid.

“Abbiamo fatto il possibile - spiega l’assessore allo sviluppo economico, Alessia Mancini - ma non possiamo rischiare di dar vita a un potenziale incubatore di coronavirus. Non parliamo di un mercato, ma di una realtà che conta normalmente 350 banchi. La scelta sarà sicuramente impopolare, ma preferisco che si guardi alla tutela della salute delle persone piuttosto che al consenso. La questione è seria e non si può rischiare. I dati sui contagi degli ultimi giorni raccontano un pericolo reale. Nella Tuscia abbiamo una nuova ondata di 27 positivi e si tratta in gran parte di giovanissimi. Non ci sono le condizioni per portare in città la fiera, dobbiamo accettarlo”.

Determinante per decidere così è stata una riunione tra l’assessore, il sindaco Giovanni Arena e un tecnico specializzato in sicurezza appositamente consultato dal Comune, il quale ha categoricamente sconsigliato di andare avanti, sebbene gli uffici stessero lavorando da settimane con l’obiettivo di realizzare la fiera in piena sicurezza. Nei giorni precedenti c’era stato anche un confronto con la Questura.

L’unica via praticabile sarebbe stata quella di prevedere controlli costanti in ingresso e uscita di ogni piazza. In pratica, l’idea era di realizzare tanti piccoli mercati con ingressi contingentati al fine di non superare un tetto massimo di mille presenze in ogni singola zona. L’operazione sarebbe costata complessivamente circa 30 mila euro.

“Il motivo del no non va ricercato però nei soldi, la cifra poteva anche essere sostenibile - continua Mancini -. La scelta di non farla è stata politica. Portare a Viterbo, nella situazione attuale, 350 banchi che vengono da fuori non ci è sembrato opportuno. La fiera avrebbe richiamato migliaia e migliaia di persone: gli assembramenti sarebbero stati inevitabili. Se le cose fossero state sotto controllo saremmo andati avanti per la strada su cui da tempo stavamo lavorando, ma ora non è possibile farlo: sarebbe da incoscienti”.