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Capranica, indagine sulle mascherine. Nocchi: "A disposizione degli inquirenti"

Nocchi  Sindaco di Capranica e presidente della Provincia

Simone Lupino
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“Nel caso ci fosse la necessità di fornire chiarimenti di persona sono a completa disposizione degli inquirenti”. Così il presidente della Provincia, Pietro Nocchi, circa l’indagine sull’acquisto di mascherine da parte del Comune di Capranica. 
Sotto la lente è finita la determina del 6 maggio con cui è stata affidata la fornitura dei dispositivi di protezione all’azienda Comoflex di proprietà di Riccardo Morera, consigliere di una lista civica che sostiene la maggioranza: “Credo si tratti di un atto dovuto da parte della magistratura, da questo punto di vista sono tranquillo”, dice Nocchi dopo che la settimana scorsa i carabinieri hanno acquisto tutta la documentazione. 
Al di là dell’indagine, il sindaco di Capranica definisce “senza senso” il polverone che si è sollevato: “Si parla di una determina di 3900 euro per l’acquisto di mascherine avvenuto in un momento di emergenza in cui nessun Comune riusciva a trovarne”. Prezzo: 90 centesimi, più di quanto fissato dal commissario per l’emergenza, spiegano le denunce. “Ma le prime duemila ci sono state fornite gratis, solo dopo abbiamo deciso di prenderne altre. Prodotti di ottima qualità, riutilizzabili. Perché non abbiamo scelto altri fornitori? In quei giorni nei Comuni arrivano persone che proponevano l’acquisto di mascherine dalla Cina, senza che si sapesse neanche se sarebbero mai arrivate. Noi avevamo la fortuna di avere una azienda che in loco aveva iniziato a produrne. Altri Comuni successivamente si sono rivolti allo stesso nostro fornitore. Da quello che so, noi abbiamo pagato anche meno”. 
Nessun problema, dice Nocchi, neanche sul fatto che pure Palazzo Gentili e Talete hanno acquistato le mascherine dalla Comoflex: “Sono state scelte autonome. Per quanto riguarda la Provincia, ad esempio, ne sono venuto a conoscenza solo quando il responsabile mi ha chiamato dicendo che era a Capranica e cercava la sede del produttore”. Definisce infine un “problema burocratico” il fatto che la data della determina di acquisto sia successiva a quella della distribuzione: “In quei giorni in cui c’erano mille cose da fare, è slittato alla fine il pagamento di quanto fatto prima”.
“L’unica spiegazione che mi sono dato per tanto clamore - conclude Nocchi - è che si tratti di una manovra per provare a distruggermi politicamente. Ma io ho sempre lavorato a testa bassa per i cittadini. Soprattutto in quei giorni in cui l’unico modo per comunicare era Facebook. Ho fatto decine di post. Oltre ad alcuni casi di positività, abbiamo avuto anche un morto. Si sta passando sopra a tutto questo. Penso anche ai risultati importanti ottenuti in Provincia”. 
Potendo tornare indietro Nocchi rifarebbe la stessa scelta: “Per il lavoro offerto alla cittadinanza in quel momento così difficile dal punto di vista psicologico, il titolare dell’azienda e i suoi operai meriterebbero di essere nominati cavalieri del lavoro”.