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Orte, Ciocchetti: "Siamo l'unico Comune che non ha fatto partire le iscrizioni all'asilo nido"

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Il Covid ha messo in ginocchio il Paese e ora, a poche settimane dall’inizio degli asili nido, si fanno i conti con la necessità di garantire istruzione , tutela e salute in egual misura. I fondi necessari arrivano dalle Regione, ma all’organizzazione ci devono pensare i Comuni. Eppure, a Orte, secondo il consigliere comunale di “Anima Orte”, Angelo Ciocchetti, la situazione è ancora in alto mare, “Nonostante - spiega il consigliere - la Regione Lazio giri al Comune di Orte oltre 29 mila euro aggiuntivi per l'asilo nido”. E non è tutto: “Ci sarebbero poi - prosegue Ciocchetti - altre 10 mila euro da chiedere per alleggerire le rette alle famiglie visto che, insomma, c’è la pandemia e tutto fa. E dire che non è neanche un bando (quelli l’amministrazione comunale li perde quasi tutti in qualsiasi settore), ma quasi una semplice domanda da mettere giù in bella forma e allegarci quello che viene richiesto. Nulla più. E tanti Comuni li ottengono e li ricevono e li danno alle famiglie. Così, tanto per dire, mandare un figlio nell’asilo di Orte costerà il doppio che mandarlo a Vignanello o Civita, o Vallerano. La verità è che da quasi cinque anni, ormai, il servizio sociale asilo nido è considerato una rogna, va smantellato, in sostanza. E ci hanno provato in tutti i modi, con bandi di assegnazione capestro, dimenticandosi di richiedere i contributi alla Regione, ritardandone ogni volta l’avvio con rinnovi di gestione quasi mensili che certo non hanno prodotto la qualità che quella struttura e i bambini inseriti meriterebbero”. Quello che manca, secondo Ciocchetti, è la programmazione: “Siamo al 18 agosto e Orte è l’unico Comune della Tuscia che non ha aperto le iscrizioni al nido. E’ in ritardo con la mensa, lo scuolabus, per non parlare degli spazi scolastici ai tempi del Covid. Un disastro. Il sociale - spiega Ciocchetti - non è solo venire fuori dal problema dei rifugiati o degli immigrati allo scalo. Il sociale, e dico queste cose per esperienza diretta, è un problema per un amministratore se lo fai male, ma diventa un piacere estremo se lo si segue con lo spirito di sacrificio che dovrebbe contraddistinguere qualsiasi amministratore. La delega invece è in mano al sindaco, che, con il suo ‘ghe pensi mi’, sta facendo faville. Basta andare sul sito del Comune, settore politiche sociali, e rendersi conto dei finanziamenti aggiuntivi della Regione Lazio e dei fondi finiti nel dimenticatoio. Su tutto - assicura Angelo Ciocchetti - vigileremo”.