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Bollette pazze a Viterbo, Talete non ci sta: "Solo pochi errori fisiologici"

Simone Lupino
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Continua a far discutere il caso dei maxi importi chiesti da Talete a molte famiglie per il consumo di acqua potabile. Anche la stampa nazionale se ne sta occupando: “Bollette pazze nel Viterbese – ha titolato nei giorni scorsi il quotidiano on line Tpi -. Cittadini costretti a pagare fino a 5mila euro”. Si parla di utenti inferociti e di sportelli presi “letteralmente d’assalto centinaia di persone” che chiedono “chiarimenti e rettifiche”. Si tratta, scrive il quotidiano sulla scia di quanto già denunciato dai giornali locali, di consumo stimato messo nel conto ma mai uscito dai rubinetti, come la lettura del contatore evidenzia. Un fatto che risulta piuttosto anomalo, e poco gradito, visto che la lettura dell’acqua è stata effettuata dagli addetti a giugno. Racconta un utente: “Ho ricevuto una bolletta assurda da 520 euro quando il mio consumo è stato sempre inferiore o di poco superiore ai 100 euro. Negli uffici hanno ricalcolato l’importo e il risultato è stato zero”. 
Descrive una situazione diversa il direttor generale della Talete, Alessandro Fraschetti: “La mole dei dati lavorati rispetto alle eventuali problematiche evidenziate da alcuni utenti rientra in una percentuale talmente bassa da dover essere considerata fisiologica. Per quanto riguarda l’emissione corrente, relativa al secondo trimestre 2020, sono state ad oggi effettuate, su oltre 121 mila fatture già recapitate, 281 rettifiche di fatturazione (pari allo 0.2% circa) per segnalazione di consumi effettivi rispetto a quelli stimati indicati in fattura”.
Fraschetti spiega come funzionano i conguagli: “Talete effettua due letture all’anno, emettendo quattro ruoli trimestrali. I ruoli intermedi tra una lettura effettiva e l’altra sono emessi in acconto sulla base dei consumi medi riscontrati nei periodi precedenti, calcolati automaticamente dal sistema operativo. Ogni due emissioni il consumo fatturato viene conguagliato con la lettura effettiva. Per le migliaia di contatori ancora ubicati all’interno delle abitazioni, resta facoltà dell’utente comunicare ogni trimestre la propria lettura effettiva, in base alla quale verrà emessa la fattura; occorre precisare che l’acquisizione delle letture effettive non è immediata, in quanto i dati vengono riversati a sistema dopo i necessari controlli e al completamento di tutte le letture per ciascun Comune; in caso di lettura prossima al periodo di fatturazione e dunque non ancora acquisita a sistema, viene comunque calcolata una lettura stimata che sarà poi conguagliata con quella effettiva alla prima emissione utile”.
“Le fatture emesse in base ad un consumo presunto - conclude il direttore generale di Talete - non possono essere considerate bollette errate, in quanto l’allineamento con la lettura effettiva del contatore può essere in più o in meno. Prima di ogni emissione, viene comunque effettuato un controllo su tutte le fatture eccedenti le soglie di controllo al fine di scongiurare le fatture di importo eccessivo, sempre rispetto alla media dei consumi precedenti. Pertanto, non è chiaro a quali fattispecie di fatture si riferisca la definizione di bollette pazze, in quanto agli operatori dedicati al servizio non pervengono segnalazioni di tali eccessive anomalie”.