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Pale eoliche alte 250 metri a Tuscania. Il sindaco: "Dobbiamo studiare le carte del progetto prima di esprimerci"

Simone Lupino
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“Anche il Comune è venuto a conoscenza del progetto del parco eolico che una società privata vorrebbe costruire nel territorio di Tuscania, ma prima di esprimere valutazioni in merito – spiega il sindaco Fabio Bartolacci - dobbiamo analizzare bene le carte. In base alle informazioni acquisite finora, le pale dovrebbero sorgere in una zona destinata proprio alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Da questo punto di vista non ci sarebbero vincoli. Ma, come detto, dobbiamo ancora valutare il tutto”. Il progetto è si trova nel sito del ministero dell’Ambiente. Prevede, nel dettaglio, l’installazione di 16 aerogeneratori alti 250 metri, per una potenza complessiva di 90 MW. Poi cavidotti e altre opere minori. Eolico ad alta quota, che, è stato detto, accerchierebbe Tuscania: dieci pale sono previste a nord del centro abitato, in località Mandria Casaletto, sei a sud, località San Giuliano, a una distanza di 2 e 7 chilometri dalle case. Mentre rispetto ad Arlena di Castro le pale disterebbero 3 e 5 chilometri.

“Al di là del progetto specifico – continua Bartolacci è da anni ormai che Tuscania è accerchiata dalle pale eoliche. Non si trovano sul nostro territorio, ma è come se lo fossero, perché sorgono nei comuni limitrofi, a ridosso dei nostri confini. Senza entrare nel dibattito che riguarda l’impatto ambientale, qui il problema è a monte: quando, prima del 2014, è stata autorizzata dall’amministrazione dell’epoca la realizzazione della stazione Terna a Tuscania, alla quale questi impianti si allacciano per connettersi alla rete di trasmissione nazionale, che ha fatto da calamita per progetti del genere”. Bartolacci afferma che il Comune ha cercato di regolare il far west delle rinnovabili, con una delibera che ha stabilito quali sono le fasce di territorio dove è consentita la realizzazione degli impianti, circoscrivendole ai confini con i comuni vicini.

Per presentare osservazioni c’è tempo adesso fino al 2 ottobre. Il Comune farà le proprie valutazioni, tenendo conto anche dei benefìci in termini di compensazioni economiche che derivano dall’ospitare questi impianti. Si parlerebbe in questo caso di una cifra di circa 400 mila euro l’anno, per venti anni: in totale 8 milioni. Bartolacci non smentisce e non conferma. “Analizzeremo il progetto poi decideremo. Anche altri Enti, dalla Provincia alla Regione, possono intervenire. Il progetto finale potrebbe essere molto diverso da quello di oggi, più ridotto”.

Annunciano intanto la loro opposizione Italia Nostra, per bocca della presidente nazionale Ebe Giacometti, e Assotuscania, tramite Maria Rita Fiasco: “Non sono soltanto le pale eoliche a incidere negativamente su fauna e paesaggio ma anche tutte le infrastrutture di rete, allacci, strade utili al trasporto dei materiali. Ci riserviamo di acquisire tutti gli elementi per produrre le nostre osservazioni; è nostra convinzione che la miglior energia è quella che si risparmia e non quella che si produce con gli incentivi statali a danno del territorio”.

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