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Siccità, a rischio il 40% del raccolto delle nocciole nella Tuscia. L'allarme parte da Caprarola

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Giacomo Ferri, un produttore corilicolo di lungo corso di Caprarola, esprime la sua preoccupazione per la siccità che ha compromesso, a suo dire, almeno il quaranta per cento del raccolto 2020.

“Alla siccità che ha colpito le nocciole a valle, nei noccioleti privi di impianto a gocce, va aggiunta la piaga del balanino, il parassita divenuto oramai resistente ai blandi trattamenti che vengono dati alle piante” spiega Ferri. “Con il suo punteruolo, il balanino perfora il guscio e si nutre del frutto. Io ho terreni sulla conca del Lago di Vico ed altri nelle campagne di Ronciglione. Ebbene, le nocciole cresciute attorno al lago non hanno subito la siccità perché il vero caldo si riassume in due ore al giorno, mentre invece in località Cassiere e Sant’Eusebio la situazione è ben diversa. Nella località Sant’Eusebio l'Enel non mi ha ancora allacciato l'utenza e, senza corrente l'impianto a gocce non va".

Sta di fatto che la mancanza di piogge non ha però danneggiato la spazzatura del frutto che si presenta bello ed appetibile, oro per il territorio e per le industrie dolciarie che vogliono sempre prima il prodotto finito o lavorato in azienda. La concorrenza straniera in questo segmento del settore agroalimentare è sempre più agguerrita.