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Mamma minacciata dal vicino di casa: "Ti ammazzo e violento tua figlia". La donna sotto choc finisce in ospedale

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Il vicino torna a perseguitarla con ingiurie e minacce pesanti e lei finisce in ospedale sotto choc. Succede a Fabrica di Roma dove C. M., una cinquantenne che vive sola con la figlia e che lavora in Comune come donna delle pulizie, è stata costretta martedì scorso a presentare per la terza volta denuncia ai carabinieri contro il suo stalker, un uomo in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Civita Castellana.

"Negli ultimi tempi sembrava avermi lasciato in pace e invece da lunedì scorso ha ripreso a perseguitarmi- - racconta la donna -. Mi segue quando vado al lavoro, si apposta sotto casa, mi urla insulti irripetibili, minaccia di ammazzarmi e di violentare mia figlia. Nessuno fa nulla: cosa aspettano le autorità a intervenire, che succeda la tragedia? Questo individuo è pericoloso e va fermato subito. La notte scorsa si è appostato sotto casa mia per ore e ha iniziato a ululare. A un certo punto non ce l'ho fatta più, ho avuto una crisi di panico e ho dovuto chiamare l'ambulanza".

Al pronto soccorso dell'ospedale Andosilla, dove C.M. è arrivata all'1,44, i medici le hanno prescritto riposo e una terapia per l'ansia: "Per me è impossibile rilassarmi sapendo che quella persona si trova nei paraggi - continua la donna - e che può apparirmi davanti in qualunque momento". Soprattutto al buio. C.M. lavora infatti per una ditta di pulizie e svolge turni notturni. "In data 10 agosto 2020 - si legge nel verbale della denuncia ai carabinieri - alle 2,20 stavo transitando in via Roma per recarmi al lavoro presso il Comune e notavo questa persona che iniziava a ingiuriarmi e a minacciarmi".

La notte seguente identica scena: "Alle 2,15 mi trovavo in via del Barco e improvvisamente notavo a piedi la presenza dell'uomo che faceva avanti e indietro sotto la mia abitazione - si legge sempre nel verbale del carabinieri di Civita Castellana -. Uscivo di casa per recarmi al lavoro e, giunta in via Sotto le forme, incontravo nuovamente questa persona, la quale alla mia vista ha iniziato di nuovo a ingiuriami e minacciarmi con queste parole: 'Ti ammazzo e ti violento tua figlia come ti ho promesso'. Impaurita, cambiavo strada e mi recavo ugualmente in Comune a lavorare. Dal palazzo comunale notavo che l'uomo rimaneva fermo ad aspettarmi in via Sotto le Forme". La donna sostiene di aver chiamato nei giorni scorsi anche il Dsm di Civita Castellana senza però ottenerne l'intervento: "Se è vero che un'operatrice al telefono avrebbe risposto alla donna di presentarsi nella sede l'indomani mattina - commenta il segretario provinciale del sindacato Nursing Up Mario Perazzoni - sarebbe un fatto grave e andrebbero presi provvedimenti”.