Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Regione Lazio: Vaccino influenzale obbligatorio per anziani e operatori sanitari. Il Tar nega la sospensiva

Un vaccino

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Anziani e operatori sanitari saranno obbligati a vaccinarsi contro l'influenza. Il Tar del Lazio segna un punto a favore della Regione respingendo la richiesta di sospensiva dell'ordinanza di Zingaretti presentata dal dottor Mariano Amici della Asl RmH. La decisione nel merito è stata rinviata al 29 settembre, ma il rigetto della sospensiva basta a far cantare vittoria all'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato, secondo cui il tribunale amministrativo del Lazio "ha riconosciuto che l’ordinanza impugnata risulta sostanzialmente coerente con l’avviso espresso dal Comitato tecnico scientifico e ha carattere organizzativo e preventivo ed è di sicura pertinenza dell’amministrazione regionale e non si presenta, allo stato, come direttamente lesiva della posizione del ricorrente (un medico). Per noi - aggiunge l’assessore - l’unico obiettivo è di carattere organizzativo e di prevenzione ai fini della tutela della salute pubblica. Quest'anno si presenta eccezionale a causa del Covid e la risposta di sanità pubblica deve essere eccezionale, bisogna evitare per quanto possibile la sovrapposizione di sintomatologia analoga tra Covid e influenza stagionale. Aspettiamo con rispetto e fiducia la trattazione di merito del Tar, il nostro unico obiettivo è tutelare i nostri anziani le persone e più fragili".

Da parte sua il Codacons, per bocca del presidente nazionale Carlo Rienzi, interviene a gamba tesa nella querelle diffidando il presidente Zingaretti dall'acquistare dosi del vaccino antinfluenzale finché non arriverà il pronunciamento definitivo: "Il Tar ha fissato al 29 settembre la discussione nel merito dei vari ricorsi presentati contro l’ordinanza della Regione che impone la vaccinazione obbligatoria ai cittadini con più di 65 anni – spiega Rienzi –. Questo significa che fino a tale data non dovranno essere acquistate le dosi di vaccino necessarie a coprire la popolazione interessata, perché in caso di bocciatura dell’ordinanza si configurerebbe un enorme spreco di soldi pubblici. Ciò anche in considerazione del fatto che l’obbligo vaccinale va adempiuto entro il 31 gennaio 2021”.