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Vacanze cancellate, nella Tuscia rischia di chiudere il 40% delle agenzie di viaggi. In bilico 450 lavoratori

Massimiliano Conti
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A rischio il 40% delle attività e 450 lavoratori. Sono drammatici i numeri del crollo degli affari subito dalle agenzie di viaggi viterbesi a causa del coronoavirus, secondo un’indagine recente svolta su 52 agenzie del territorio dalla Confconsumatori, che chiede alle istituzioni l’immediata apertura di un tavolo per individuare alcune possibili misure di sostegno al settore.

Un settore che nella Tuscia dà lavoro a circa 900 addetti (compresi i titolari delle agenzie) e che, va detto, già da diversi anni pativa la concorrenza del fai-da-te su internet alimentata dal proliferare di siti come Booking o Airbnb.

“Per la maggior parte delle agenzie - afferma il presidente della Confconsumatori di Viterbo, Antonio Nobili - il lavoro si è praticamente azzerato, con la conseguenza che molte attività devono pagare gli affitti e sostenere altre spese senza la possibilità di attingere in tempi celeri a contributi o a forme di agevolazione”.

C’è poi il problema dei viaggi già prenotati prima dello scoppio dell’emergenza Covid e del lockdown: “Molti consumatori hanno anticipato acconti o addirittura pagato per intero i viaggi - continua Nobili - e in questi casi le agenzie si trovano a far fronte a numerosi reclami, non essendo nelle condizioni di rimborsare i soldi già ricevuti”.

Il decreto Rilancio ha però previsto, per i viaggi e le vacanze cancellate a causa del coronavirus fino al 30 settembre, dei voucher validi per 18 mesi. Per la Confconsumatori non si tratta però di una soluzione: “La maggior parte dei consumatori - è sempre il presidente provinciale che parla - non si è trovata d’accordo: di solito per prenotare un viaggio, soprattutto se a lungo raggio, le famiglie si organizzano molto prima e adesso del voucher non sanno che farsene. E’ assurdo, poi, obbligare a prenotare un’altra vacanza entro il termine dei 18 mesi, tanto più nell’incertezza attuale, con i contagi Covid che stanno pericolosamente risalendo un po’ dappertutto, tanto che in alcuni Paesi, come la Francia o la Spagna, si parla già apertamente di seconda ondata”.

Insomma, per la Confconsumatori il governo avrebbe fatto meglio a prevedere nel decreto Rilancio rimborsi immediati. Quello delle agenzie di viaggi, fa notare Nobili, è sicuramente il settore che più ha pagato e continua a pagare il prezzo dell’emergenza sanitaria, ancora più di ristoranti e strutture ricettive che almeno in parte, pur tra mille difficoltà, hanno ricominciato a lavorare.

“L’80% delle agenzie viaggi da noi interpellate - conclude il presidente della Confconsumatori - denuncia, a seguito del lockdown, un crollo del fatturato pari al 90%. Se non ci sarà una ripresa del settore calcoliamo che a fine anno ci saranno circa 450 lavoratori disoccupati con il 40% delle agenzie costrette a chiudere”.