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Viterbo, mercato immobiliare in ripresa

Massimiliano Conti
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E’ quello viterbese il mercato immobiliare più dinamico del Lazio. Non tanto per il numero di compravendite quanto dal punto di vista dei prezzi, che soltanto nella Tuscia fanno registrare un aumento. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Omi, l’osservatorio del mercato immobiliare pubblicato nel mese di giugno. I dati presi in considerazione sono quelli del 2019, quindi precedenti il lockdown, le cui conseguenze sul mattone saranno percepibili solo il prossimo anno. I dati aggregati a livello di capoluogo confermano ovunque nel Lazio un trend positivo che si registra a partire dal 2013/2014. Per Frosinone, Rieti e Viterbo l’incremento delle compravendite è a doppia cifra, pari rispettivamente al 25,7%, al 22,7% e all’11,7%, mentre Latina e Roma hanno incrementi inferiori, rispettivamente dello 0,7% e del 2%. La città dei papi guida la classifica Imi, dove Imi sta per indice dell’intensità del mercato immobiliare, che è dato dal rapporto tra il numero di transazioni (919 in totale) e il totale degli immobili (stock catastale): +2,42%. Seguono Roma con il 2,28%, Latina con l’1,9%, Rieti con l’1,64% e Frosinone con l’1,3%. In pratica, Viterbo è il capoluogo del Lazio dove lo scorso anno ci sono state più compravendite in proporzione alla disponibilità immobiliare complessiva. A livello provinciale, la Tuscia, sempre sul versante delle compravendite, si piazza al secondo posto con un aumento del 5,5% delle transazioni (3.559 in numeri assoluti), a fronte di una media regionale del 3,1. In testa c’è il Reatino (+9%), al terzo posto la Ciociaria (+3,1%), quindi la provincia di Roma (+3%) e quella di Latina (+ 0,3%). L’indice Imi vede in questo caso il Viterbese al secondo posto con l’1,77%. Al primo c’è la provincia di Roma con il 2,18.
Ma è dal punto di vista dei prezzi, come detto, che la Tuscia fa registrare la performance migliore nel Lazio: nel 2019 la quotazione media di un immobile a Viterbo si è attestata sui 1.380 euro a metro quadro, con un incremento dello 0,3% rispetto al 2018. Siamo ovviamente lontani sia dai 2.755 euro di Roma che dai 2.627 della media regionale ma quello che più conta è che il capoluogo viterbese è l’unico a riportare una variazione positiva: +0,3%. Grosso modo stabili invece i prezzi a livello provinciale (+ 0,09% per una media di 1.309 euro a metro quadro), a fronte di una flessione media regionale dell’1,7%. Entrando nel dettaglio, dai dati dell’osservatorio emerge che le quote preponderanti di mercato sono detenute dal capoluogo (25,8%) e dalle macroaree Cimina (14,7%), Falisca (14,6%) e Maremma Viterbese (17,4%). A trainare il trend positivo di Ntn (numero di transazioni normalizzate) sono state maggiormente le zone Alta Tuscia (+12,7%), Maremma viterbese (+18,9%) e Viterbo città (+11,7%), mentre le zone Colline Castrensi (-16%), lago di Bolsena (-13,7%) e Valle del Tevere (-5,2%) hanno fatto registrare dei cali notevoli nel numero delle transazioni, non riuscendo a mantenere i valori registrati nel 2018. Dal punto di vista del rapporto tra compravendite e stock catastale, il capoluogo si conferma l’area di maggiore dinamicità di mercato, con un indice Imi pari al 2,42% e un incremento di +0,25 punti rispetto all’anno precedente. La macroarea Maremma viterbese ha riportato un aumento dello 0,32%, risultando la più dinamica della Tuscia dopo il capoluogo. Le quotazioni più alte si registrano a Viterbo città (1.380 euro a metro quadro), quelle più basse nella macroarea delle Colline castrensi (923 euro)
Nel capoluogo, la zona con maggiore dinamicità immobiliare è il centro urbano, che presenta un Imi pari a 3.03% nel centro storico e a 2.53% nei quartieri esterni alle mura. Significativo anche l’incremento di transazioni registrato nelle frazioni di Grotte Santo Stefano e di San Martino al Cimino, a discapito della frazione di Bagnaia che invece ha subito un deciso calo nel numero delle compravendite. L’area dei quartieri esterni alle mura si conferma quella che detiene la maggiore quota di mercato immobiliare del capoluogo. Sono localizzate in questa zona infatti più del 50% delle transazioni effettuate nel 2019. Nello stesso anno si è riscontrato anche un leggero aumento nelle quotazioni: 1594 euro al metro quadro.