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Viterbo, Usb: "Il 98% delle aziende non in regola"

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Una corona di fiori per ricordare i morti sul lavoro. Ieri, a due anni dalla strage dei braccianti a Foggia, si è ripetuta a Viterbo l’iniziativa dell’Usb per commemorare le vittime di un fenomeno in continua crescita (“+20 per cento di casi in un anno, 1.048 da inizio 2020”, è stato detto). “Nella Tuscia – ha spiegato Luca Paolocci, rappresentante provinciale del sindacato di base – i settori dell’economia locale più a rischio per infortuni e malattie professionali sono turismo, agricoltura, edilizia e commercio. Non a caso sono quelli in cui si registra il numero maggiore di precari o addetti non in regola”. Secondo l’Usb c’è un legame diretto tra incidenti e precarietà: “Se un lavoratore è ricattabile perché ha il contratto in scadenza o può essere licenziato allora non denuncerà mai eventuali abusi su salute e sicurezza”. Preoccupanti i dati delll’edilizia: “L’anno scorso – ha aggiunto Paolocci - l’ispettorato del Lavoro di Viterbo ha riscontrato irregolarità nel 98 per cento delle aziende controllate. Si va dalla mancanza dei dispositivi di protezione alla mancata sicurezza dei ponteggi. Alcune aziende si sono rifiutate di fornire i documenti richiesti”. Nel commercio, invece, pesano i turni estenuanti: “Molti infortuni avvengono in itinere, nel tentativo di raggiungere o lasciare il posto di lavoro a fine giornata”. Il problema maggiore per contrastare il fenomeno è la sproporzione delle forze in campo: “Il numero degli ispettori in pochi anni si è dimezzato. In media un’azienda rischia di riceve un controllo ogni 20 anni. E quando capita il datore di lavoro paga una multa piuttosto che mettersi in regola e rispettare gli standard di sicurezza”. L’iniziativa dell’Usb si è svolta in via Caduti del Lavoro, una traversa di via della Palazzina, dove è stata deposta una corona di fiori ed è proseguita in piazza della Repubblica con interventi, testimonianze e alcune letture curate da Olindo Cicchetti e Pietro Benedetti.