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Tuscia incantata, dieci gioielli della provincia si uniscono per catturare turisti

Alessandro Quami
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La magia per attirare i turisti in dieci località della Tuscia, ma anche tanto lavoro di promozione per farli rimanere più di un giorno. E magari ritornare. E’ l’obiettivo culturale, sociale e commerciale de “La Tuscia incantata”, che coinvolge inizialmente dieci realtà della Tuscia per fare di quest’area un importante attrattore turistico della provincia. “Abbiamo riunito sotto un unico brand di promozione del territorio alcune perle della Tuscia, secondo un itinerario incantato, il borgo sospeso di Vitorchiano, il bosco esoterico di Montecchio a Bagnaia, le cascate dell’infernaccio a Grotte Santo Stefano, Viterbo, il borgo fantasma di Celleno, il paese delle fiabe di Sant’Angelo, Roccalvecce, Graffignano con il Castello Baglioni, Sipicciano e, per chiudere in bellezza, Civita di Bagnoregio la città che muore - spiega la consigliera comunale di Viterbo Chiara Frontini -. Una nuova offerta di turismo lento fatta di cammini, esperienze ed emozioni, con il paradigma di fare rete e con il fine di aumentare la permanenza media dei turisti”. E’ un progetto di promozione e di sviluppo del territorio - anzi di “paesaggio”, per dirla con le parole del narratore di comunità Antonello Ricci, uno dei protagonisti dell’iniziativa - unito dal filo rosso della magia di fiabe, fantasmi e misteri. “L’idea è nata tanti anni fa, quando questa terra mi ha accolto e ne ho subito compreso le potenzialità”, ha detto il promotore del progetto, Fabio Cavini, nell’aula consiliare del Comune di Vitorchiano. L’iniziativa vuole ripercorrere, e rendere più esteso e organico, il successo di visitatori e di apprezzamenti che ha avuto Sant’Angelo, il Paese delle fiabe (case dipinte con personaggi fiabeschi). 
Alla conferenza stampa di presentazione, con i promotori dell’iniziativa (oltre a Cavini e Frontini, Benedetta Di Carlo, Federica Mancini e Elia Caprera) c’erano, da un lato, i sindaci di Vitorchiano Ruggero Grassotti, di Celleno Marco Bianchi, e di Graffignano Piero Rossi, dall’altro, i rappresentanti della Proloco di Roccalvecce e dell’associazione Acas (la promotrice del progetto Sant’Angelo Il paese delle fiabe), gli animatori del bosco esoterico di Montecchio, Franco e Isa Pierino. Presenti anche Alfonso Antoniozzi ed Emanuele Elo Usai.