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Vetralla, ritrovato antico manoscritto rubato del Cinquecento

Beatrice Masci
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Quando i carabinieri del comando Tutela del Patrimonio Culturale dell’Umbria hanno contattato il Comune di Vetralla per restituire un antico manoscritto trafugato dall’archivio storico, dall’amministrazione comunale sono caduti dalle nuvole. Non sapevano, infatti, che il prezioso libro - datato 1540 - non fosse più nell’archivio. “Capita più spesso di quanto si possa pensare - spiega il tenente colonnello Guido Barbieri, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia -. L’Italia ha un patrimonio talmente vasto che molti oggetti finiscono per essere dimenticati”. Questo oggetto, in particolare, però, da ieri mattina è tornato al suo posto. I carabinieri lo hanno infatti riconsegnato nelle mani del vice sindaco Flaminia Tosini. Si tratta di uno dei volumi degli “Atti Civili - Civilia - Liber ActiCivilis”, riguardanti la sintesi di procedimenti di giurisdizione civile, verbali di interrogatorio e registrazione delle deposizioni relative ad atti di giurisdizione civile, composta da 155 registri totali per un arco cronologico che va dal 1557 al 1779, e il volume ieri restituito è il primo della raccolta. Al suo ritrovamento - spiega il tenente colonnello Guido Barbieri - siamo arrivato nel corso di indagini che regolarmente facciamo per monitorare la vendita su siti specializzati. Da qualche anno il giro di affari su Internet ha avuto una vera e propria impennata”. I militari si sono imbattuti in questo volume in vendita. Il libro era proposto al prezzo irrisorio di mille euro, “ovviamente non commisurato al suo intrinseco valore quale preziosa testimonianza storico-documentale. Le particolari caratteristiche descritte nell’annuncio di vendita - spiega una nota dell’Arma - hanno immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori in ordine alla sua probabile illecita provenienza poiché riconducibile a una appartenenza pubblica”. Ipotesi confermata, una volta avuto materialmente tra le mani il libro, dai funzionari della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per l’Umbria e le Marche. L’indagine ha consentito di risalire al venditore, un appassionato collezionista di Terni, che però non ricorda come e quando ne è entrato in possesso. E considerato che a Vetralla non si ricordano quando hanno visto il libro per l’ultima volta, l’indagine potrebbe essere a un punto morto. Singolare, tuttavia, le modalità che hanno portato i carabinieri a individuare i proprietari dell’antico manoscritto. “Analizzando le foto apparse in Internet abbiamo notato un riferimento ad Amelia (comune umbro) - racconta il tenente colonnello Barbieri - per cui abbiamo contattato l’archivio storico amerino chiedendo se mancava qualche manoscritto. Ci hanno risposto che in effetti alcuni volumi erano scomparsi. Tuttavia, quando lo abbiamo materialmente avuto tra le mani, ci siamo resi conto che il riferimento ad Amelia era la provenienza del notaio che lo aveva redatto, il cui nome in copertina appariva nelle foto postate sul sito di vendita. Gli esperti della Soprintendenza, leggendolo, sono risaliti a Vetralla”. Così l’antico volume è tornato a casa